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…come calzano le Altrescarpe?

Una delle domande più frequenti che ricevo  è: “come calzano le Altrescarpe  Bioworld?” oppure “come posso essere sicura/o di scegliere la mia taglia?” ….

Sebbene in 15 mesi di vita del sito, si è reso necessario sostituire pochissime volte (il 2% delle paia vendute),  devo ammettere che acquistare calzature on line presenta la difficoltà oggettiva di non poterle provare e molti consumatori, rinunciano per evitare di ordinare la taglia non adatta.

A chi mi chiede aiuto io rispondo proponendo una tecnica per la determinazione della taglia che si basa sulla seguente tabella di comparazione e che, tra quelle provate, è quella che ha garantito la maggiore precisione.

Tabella di comparazione Altrescarpe Bioworld*:  fino a cm=taglia
22,40=35  23,00=36  23,70=37  24,40=38  25,10=39  25,80=40  26,40=41  27,20=42  27,80=43  28,50=44 29,10=45  29,70=46

E’ un sistema molto semplice che consiste nel rilevare con la massima precisione la lunghezza del piede tra la punta dell’alluce e il punto estremo del tallone, perciò ti invito a seguire le seguenti indicazioni con la massima attenzione.

Prima di procedere prendi nota che: la prova va fatta indossando una calza di medio spessore; fai la prova su entrambi i piedi e compara la misura del più lungo; e se, come a volte succede, hai il secondo dito più lungo dell’alluce, fai la prova avendo quello come riferimento.

foto 1

Ti serviranno dei fogli bianchi, la custodia di un cd (o un libro rigido), una matita e un righello (foto 1), ma soprattutto avrai bisogno di una persona che ti aiuta.

Ecco come devi fare:  a) segna il punto V  sul bordo del foglio bianco in corrispondenza con la metà del lato più corto (foto 1).

foto 2

b) posiziona il foglio con il punto V aderente alla base del muro;  c) appoggia il piede sul foglio; il piede deve essere perpendicolare al muro con la punta dell’alluce appoggiata (ma non premuta) al muro stesso e in corrispondenza del punto V (foto 2);

foto 3

d) chiedi all’aiutante di posizionare la custodia del cd perpendicolarmente al pavimento e appoggiata lievemente (ma non premuta) al tallone (foto 3) e poi di segnare con la matita la linea alla base della custodia dalla parte del tallone, dopo che tu avrai tolto il piede evitando di spostare la custodia stessa (foto 4).

foto 4

e) misura la distanza tra il punto V e la linea tracciata alla base del tallone (foto 5); f) confronta la misura in cm con la tabella di comparazione.

foto 5

Concludendo: segui le istruzioni alla lettera e per essere il più preciso possibile fatti aiutare,  se hai dei dubbi non esitare a contattarmi pubblicando qui un tuo commento oppure scrivendo a info@altrescarpe.it

*ATTENZIONE: la tabella di comparazione della nuova linea Ripneu sarà pronta a breve

La bottega di Jesus

Questo è il patio del cortile della casa di Jesus e la porta che si vede nell’angolo è l’ingresso della sua bottega da calzolaio in cui progetta e realizza le Altrescarpe Bioworld. Niente male come ambiente di lavoro, che ne dite? E’ abbastanza suggestivo? Sono certo che le sue creazioni sarebbero diverse se  fossero pensate e realizzate in un moderno e grigio capannone nella periferia di un “nonluogo” qualunque.

Entriamo: questa è una delle due stanze del laboratorio.

La prossima foto è un salto nel passato: lo stesso ambiente di lavoro, ma è il 1962, Jesus se ne sta dritto nel suo girello, attorno una dozzina di lavoratori intenti nella produzione. Il signore seduto di fronte è suo padre, anche lui figlio di un calzolaio.

Altri tempi, le cose sono un pò cambiate, ma, come allora, Jesus porta avanti la tradizione di famiglia secondo un modello produttivo artigianale che prevede un limitato uso di macchinari e conseguenti condizioni di lavoro non alienanti, umane ed ecologiche.

Il numero degli addetti si è ridotto a tre, Cristina, Arturo e Jesus,  quanto basta per fare fronte ad una produzione limitata, dalla crescita lenta e proporzionata alla domanda, l’ideale per evolvere creativamente e produrre con cura e passione nella bottega del cortile di casa .

Impronte

L’impronta economica

Il tipico paio di scarpe da 100 euro delle marche più famose (realizzato in Vietnam, India, Thailandia…) all’origine costa intorno 5-6 euro tra materiale e mano d’opera; gli altri 94 euro che escono dalle vostre tasche pagano solo marketing, intermediazioni e profitti.

Non va meglio con le scarpe economiche: la Cina in 1 anno ha venduto in Italia 156 milioni di paia a un prezzo medio di 3,42 euro a scarpa. Anche se le avete pagate solo tra i 15 e i 50 euro, è sempre molto più del loro valore e per giunta – tipicamente- vi sono durate un mese e mezzo e poi sono  finite in pattumiera: significa 8 paia all’anno, sprecando non solo almeno 300 euro/anno ma anche molta materia ed energia.

Il vero affare non è comprare scarpe da poche decine di euro, ma

  • ridurre al minimo le intermediazioni
  • scegliere scarpe durevoli.

Bioworld sono calzature artigianali di qualità, destinate a durare a lungo, e costano meno di quelle industriali delle marche pubblicizzate.

L’impronta ecologica

L’industria calzaturiera è una delle più inquinanti e molto spesso utilizza pelli che provengono da allevamenti illegali nell’Amazzonia disboscata.

La pelle utilizzata per Bioworld proviene da allevamenti spagnoli e viene conciata “al vegetale” senza l’utilizzo di cromo e altri metalli pesanti in una piccola conceria artigianale, anch’essa  spagnola.

Per i consumatori che non vogliono utilizzare elementi animali nell’abbigliamento viene utilizzata “Lorica”, la microfibra di lavorazione italiana più innovativa sia in termini di tecnologie utilizzate e prodotto ottenuto, sia in termini di salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente.

L’impronta sociale

Molte aziende calzaturiere cedono la produzione a terzisti per poter aggirare i doveri sindacali o delocalizzano le produzioni in paesi del sud del mondo per abbattere i costi ed aumentare i profitti.

Il  produttore di Bioworld non è una grande fabbrica ma un’azienda familiare spagnola di tradizione il cui titolare, Jesus Garcia, è un vero artista del design calzaturiero che disegna e costruisce personalmente le sue calzature (a mano e con semplici attrezzature meccaniche)  assieme alla sorella e ad un operaio (assunti a tempo indeterminato).

Ogni paio è un pezzo unico di alto artigianato e costa all’origine molto di più di una scarpa industriale,i prezzi accessibili a cui voi potete comprarle sono dovuti da un lato al fatto che tutto il processo di intermediazione, coi suoi costi logistici, di marketing e di profitti ad ogni passaggio, è praticamente azzerato essendoci un unico passaggio artigiano-distributore; dall’altro all’abilità del distributore nell’applicare fin dove è possibile “ l’arte di arrangiarsi” riducendo ulteriormente i costi superflui che andrebbero inevitabilmente a “pesare” sul prezzo finale del prodotto.

L’impronta dentro

Ad ogni passo, l’assetto sbagliato del corpo lascia anche un’impronta sulle ossa e sui muscoli; crea mal di schiena, mal di testa e danni permanenti allo scheletro, aumentando  il senso di fatica. Non solo ma i componenti nocivi utilizzati per la concia delle pelli vengono assorbiti dall’organismo attraverso il piede…

Il plantare di Bioworld è sagomato in modo da  ridurre l’affaticamento delle gambe e della struttura scheletrica. Il caucciù e il sughero di cui è composto il plantare, la concia vegetale delle pelli e la particolare composizione e lavorazione della microfibra non contengono residui tossici e dannosi per la salute di chi indossa le nostre scarpe.