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Altrescarpe non sono per chi è nato con i tacchi

Nell’ultimo articolo che ho pubblicato qualche giorno fa ho fatto riferimento a ciò che dicono gli esperti, ortopedici, posturologi, etc, sulla forma della scarpa e sul plantare da scegliere per rispettare la posizione più naturale per il piede.
Ma cosa si può dire a proposito dei tacchi?

Su questo, i soliti esperti, sono piuttosto discordanti: chi dice che ci vogliono, chi dice no, chi dice massimo 2 centimetri, chi dice 5.

A me sembra che, se parliamo di posizione naturale per il piede, il tacco sia una contraddizione: se ci pensi, siamo nati a piedi scalzi quindi non dovremmo alzare il tallone rispetto alla punta del piede.

Avere il tacco significa aumentare, più o meno a seconda dell’altezza, il peso sulla punta del piede e sulle dita e ciò modifica in modo innaturale la nostra postura e camminata.

Una parentesi: poco sopra dicevo “non dovremmo portare i tacchi” perchè invece ci sono molte persone che senza quei 3/4/5 cm hanno problemi alle gambe e alla schiena, alla circolazione sanguigna.
Mi chiedo se questo non sia conseguenza di un lento e graduale adeguamento all’uso dei tacchi che diventa sempre più definitivo col passare delle generazioni? Chiusa parentesi.

Chiaro: se parliamo di calzature senza tacco costituite da una semplice soletta piana, sottile e rigida è abbastanza scontato che non saranno il massimo della comodità.

Per camminare bene col “tallone a zero” serve un plantare ben strutturato, anatomico e in grado si accogliere e distribuire il peso del corpo in maniera uniforme tutta la pianta del piede.

L’impronta sulla sabbia e Altrescarpe

Prima di parlare di sabbia e Altrescarpe alcune considerazioni:
avrai sicuramente sentito dire da esperti che la scarpa deve adattarsi al piede e rispettare la sua posizione naturale.
Questo perchè, se il piede mantiene una posizione corretta cammineremo più rilassati, saremo meno stanchi ed eviteremo i dolori per contrattura di compensazione nel nostro corpo.
Questi consigli però spesso ce li dimentichiamo a vantaggio dell’aspetto  estetico, in genere dettato dalle mode: hai presente certe superpunte o quelle scarpe aderentissime?
Il piede umano è composto da ossa, muscoli e tendini ed è una macchina perfetta che può adattarsi a molte situazioni, ma, se lo teniamo in una condizione innaturale, soffre e, col tempo, perde la sua elasticità e flessibilità.

E’ fondamentale quindi che la scarpa non stringa il piede sul laterale e che l’alluce e le altre dita possano restare dritte e che ci siano quei 4/5 millimetri di vuoto in punta per permettere il movimento e l’eventuale dilatazione.

Ma  il plantare, oltre ad essere la base che dà la forma alla scarpa, è molto importante anche per la parte su cui poggia il piede che, normalmente, è una soletta liscia e rigida.

E’, appoggiandosi su superfici dure come soletta o pavimento, o camminandoci, che il piede incontra delle difficoltà,  mentre si trova più a suo agio su un terreno morbido.
Questo lo puoi capire pensando all’impronta sulla sabbia: affonda in alcuni punti mentre il resto del piede viene sostenuto dalla sabbia stessa.Su una superficie dura invece sono proprio questi punti a reggere tutto il peso.
E’ da questa osservazione che un produttore di scarpe tedesco ha avuto l’intuizione di realizzare un plantare che  riproducesse la stessa situazione dell’impronta sulla sabbia.
Questo signore è diventato famoso in tutto il mondo grazie a questa idea che, successivamente, è stata adottata da molti altri produttori di calzature (Ti stai chiedendo chi è questo signore, vero? si, si è lui…)
Hai voglia di prenderti mezzo secondo secondo per visualizzare la sensazione di camminare sulla sabbia?

A me piace molto camminare scalzo, ma effettivamente c’è un pò di differenza tra il camminare sulla sabbia o sull’erba e sul pavimento di casa.

Un plantare a forma di piedi in sughero è la giusta via di mezzo, e in molti sono d’accordo con me, te lo assicuro.

Il plantare anatomico a pianta larga, che utilizziamo su Altrescarpe Bioworld, è molto comodo perchè ha delle forme arrotondate che accolgono bene il piede ed inoltre è realizzato con materiali ecologici.

Lo descrivo: è incavato per accogliere tallone e parte anteriore del piede; ha un sostegno per l’arco plantare che fa si che tutta la pianta del piede sia appoggiata per distribuire uniformemente tutto il peso del corpo;  sul  perimetro ha un bordino che protegge il piede accompagnandolo verso la parte alta.

Grazie ai materiali (sughero e caucciù) con cui il plantare è realizzato, si flette quanto necessario per camminare e  permette la giusta ammortizzazione di ogni passo, ma non è troppo morbido, perchè in quel caso sarebbe dannoso per la camminata.

Lo strato di scamosciato su cui poggia il piede  (che è una microfibra a basso impatto) è fresco e traspirante e non crea cattivi odori per effetto della sudorazione e, se serve, è lavabile con acqua e sapone.

La parte del plantare in sughero e caucciù svolge anche la funzione di proteggere ed isolare dal caldo e dal  freddo del pavimento.

 

Delle caratteristiche del plantare a forma di piede che usiamo per Altrescarpe Bioworld ne ho parlato tempo fa in quest’articolo:

http://www.altrescarpe.it/blog/i-materiali-con-cui-sono-prodotte-le-altrescarpe-bioworld-il-plantare/

rottamazione?

Fà La Cosa Giusta le scarpe non si rottamano, si riusano

Quest’anno veniamo a Fa’ La Cosa Giusta, a Milano in FieraMilanoCity dal 25 al 27 marzo, con un’idea quadrupla.
- per tutti quelli che vogliono passare dalle scarpe industriali ad Altrescarpe,
- per tutti gli altri che conservano negli armadi scarpe che non usano.

Hai calzature seminuove che non metti? (di qualsiasi tipo)
Hanno perduto il prezzo, non il valore: sono costate soldi, lavoro e materie prime; fabbricarle è pesato sull’ambiente, buttarle in discarica (o peggio in un inceneritore) sarebbe un ulteriore costo ecologico. La loro vocazione è camminare ancora.
Aiutaci a innescare un circuito virtuoso in quattro tappe:

  1. Portane un paio a Fa’ La Cosa Giusta
    Allo stand CF04 (Altrescarpe, sezione Critical Fashion) raccolgo un paio di scarpe per ciascuno di voi (di qualsiasi tipo foggia marca o misura) purché in buono stato.
  2. In cambio ricevi lo sconto per un paio di Altrescarpe
    Comprale subito con 10 euro di sconto; oppure chiedi uno dei 100 buoni sconto da dieci euro per comprarle on line.
    (ne diamo 33 al giorno per ciascuno dei tre giorni di fiera, non più di uno a testa, da usare sul sito www.altrescarpe.it entro il 7 maggio)
  3. Noi portiamo le scarpe raccolte al mercatino bresciano Mandacarù
    Il mercatino le venderà a chi apprezza il riuso e a persone per cui è preziosa l’opportunità di vestirsi in modo dignitoso con pochi euro.
  4. Il ricavato finanzierà progetti nel sud del mondo
    Ci sono posti dove quei “pochi euro” valgono moltissimo, più del prezzo, da noi, di quelle scarpe quand’erano nuove.
  5. Non è un mercatino, non è uno scambio,
    è un circuito virtuoso in quattro tappe che funziona se ciascuno ha il suo corretto e bilanciato vantaggio: voi, io, Mandacarù e i progetti solidali.
    Non portatene più di un paio: un eccesso di offerta squilibrerebbe la catena generando ingolfamenti organizzativi e giacenze.


Alla fine quelle tue scarpe avranno creato quattro passaggi positivi e, attraverso i progetti sociali ed ambientali finanziati da Mandacarù, genereranno nuovi circuiti virtuosi.

Per avere maggiori informazioni sulla fiera: www.falacosagiusta.org

…come calzano le Altrescarpe?

Una delle domande più frequenti che ricevo  è: “come calzano le Altrescarpe  Bioworld?” oppure “come posso essere sicura/o di scegliere la mia taglia?” ….

Sebbene in 15 mesi di vita del sito, si è reso necessario sostituire pochissime volte (il 2% delle paia vendute),  devo ammettere che acquistare calzature on line presenta la difficoltà oggettiva di non poterle provare e molti consumatori, rinunciano per evitare di ordinare la taglia non adatta.

A chi mi chiede aiuto io rispondo proponendo una tecnica per la determinazione della taglia che si basa sulla seguente tabella di comparazione e che, tra quelle provate, è quella che ha garantito la maggiore precisione.

Tabella di comparazione Altrescarpe Bioworld*:  fino a cm=taglia
22,40=35  23,00=36  23,70=37  24,40=38  25,10=39  25,80=40  26,40=41  27,20=42  27,80=43  28,50=44 29,10=45  29,70=46

E’ un sistema molto semplice che consiste nel rilevare con la massima precisione la lunghezza del piede tra la punta dell’alluce e il punto estremo del tallone, perciò ti invito a seguire le seguenti indicazioni con la massima attenzione.

Prima di procedere prendi nota che: la prova va fatta indossando una calza di medio spessore; fai la prova su entrambi i piedi e compara la misura del più lungo; e se, come a volte succede, hai il secondo dito più lungo dell’alluce, fai la prova avendo quello come riferimento.

foto 1

Ti serviranno dei fogli bianchi, la custodia di un cd (o un libro rigido), una matita e un righello (foto 1), ma soprattutto avrai bisogno di una persona che ti aiuta.

Ecco come devi fare:  a) segna il punto V  sul bordo del foglio bianco in corrispondenza con la metà del lato più corto (foto 1).

foto 2

b) posiziona il foglio con il punto V aderente alla base del muro;  c) appoggia il piede sul foglio; il piede deve essere perpendicolare al muro con la punta dell’alluce appoggiata (ma non premuta) al muro stesso e in corrispondenza del punto V (foto 2);

foto 3

d) chiedi all’aiutante di posizionare la custodia del cd perpendicolarmente al pavimento e appoggiata lievemente (ma non premuta) al tallone (foto 3) e poi di segnare con la matita la linea alla base della custodia dalla parte del tallone, dopo che tu avrai tolto il piede evitando di spostare la custodia stessa (foto 4).

foto 4

e) misura la distanza tra il punto V e la linea tracciata alla base del tallone (foto 5); f) confronta la misura in cm con la tabella di comparazione.

foto 5

Concludendo: segui le istruzioni alla lettera e per essere il più preciso possibile fatti aiutare,  se hai dei dubbi non esitare a contattarmi pubblicando qui un tuo commento oppure scrivendo a info@altrescarpe.it

*ATTENZIONE: la tabella di comparazione della nuova linea Ripneu sarà pronta a breve

La bottega di Jesus

Questo è il patio del cortile della casa di Jesus e la porta che si vede nell’angolo è l’ingresso della sua bottega da calzolaio in cui progetta e realizza le Altrescarpe Bioworld. Niente male come ambiente di lavoro, che ne dite? E’ abbastanza suggestivo? Sono certo che le sue creazioni sarebbero diverse se  fossero pensate e realizzate in un moderno e grigio capannone nella periferia di un “nonluogo” qualunque.

Entriamo: questa è una delle due stanze del laboratorio.

La prossima foto è un salto nel passato: lo stesso ambiente di lavoro, ma è il 1962, Jesus se ne sta dritto nel suo girello, attorno una dozzina di lavoratori intenti nella produzione. Il signore seduto di fronte è suo padre, anche lui figlio di un calzolaio.

Altri tempi, le cose sono un pò cambiate, ma, come allora, Jesus porta avanti la tradizione di famiglia secondo un modello produttivo artigianale che prevede un limitato uso di macchinari e conseguenti condizioni di lavoro non alienanti, umane ed ecologiche.

Il numero degli addetti si è ridotto a tre, Cristina, Arturo e Jesus,  quanto basta per fare fronte ad una produzione limitata, dalla crescita lenta e proporzionata alla domanda, l’ideale per evolvere creativamente e produrre con cura e passione nella bottega del cortile di casa .

Impronte

L’impronta economica

Il tipico paio di scarpe da 100 euro delle marche più famose (realizzato in Vietnam, India, Thailandia…) all’origine costa intorno 5-6 euro tra materiale e mano d’opera; gli altri 94 euro che escono dalle vostre tasche pagano solo marketing, intermediazioni e profitti.

Non va meglio con le scarpe economiche: la Cina in 1 anno ha venduto in Italia 156 milioni di paia a un prezzo medio di 3,42 euro a scarpa. Anche se le avete pagate solo tra i 15 e i 50 euro, è sempre molto più del loro valore e per giunta – tipicamente- vi sono durate un mese e mezzo e poi sono  finite in pattumiera: significa 8 paia all’anno, sprecando non solo almeno 300 euro/anno ma anche molta materia ed energia.

Il vero affare non è comprare scarpe da poche decine di euro, ma

  • ridurre al minimo le intermediazioni
  • scegliere scarpe durevoli.

Bioworld sono calzature artigianali di qualità, destinate a durare a lungo, e costano meno di quelle industriali delle marche pubblicizzate.

L’impronta ecologica

L’industria calzaturiera è una delle più inquinanti e molto spesso utilizza pelli che provengono da allevamenti illegali nell’Amazzonia disboscata.

La pelle utilizzata per Bioworld proviene da allevamenti spagnoli e viene conciata “al vegetale” senza l’utilizzo di cromo e altri metalli pesanti in una piccola conceria artigianale, anch’essa  spagnola.

Per i consumatori che non vogliono utilizzare elementi animali nell’abbigliamento viene utilizzata “Lorica”, la microfibra di lavorazione italiana più innovativa sia in termini di tecnologie utilizzate e prodotto ottenuto, sia in termini di salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente.

L’impronta sociale

Molte aziende calzaturiere cedono la produzione a terzisti per poter aggirare i doveri sindacali o delocalizzano le produzioni in paesi del sud del mondo per abbattere i costi ed aumentare i profitti.

Il  produttore di Bioworld non è una grande fabbrica ma un’azienda familiare spagnola di tradizione il cui titolare, Jesus Garcia, è un vero artista del design calzaturiero che disegna e costruisce personalmente le sue calzature (a mano e con semplici attrezzature meccaniche)  assieme alla sorella e ad un operaio (assunti a tempo indeterminato).

Ogni paio è un pezzo unico di alto artigianato e costa all’origine molto di più di una scarpa industriale,i prezzi accessibili a cui voi potete comprarle sono dovuti da un lato al fatto che tutto il processo di intermediazione, coi suoi costi logistici, di marketing e di profitti ad ogni passaggio, è praticamente azzerato essendoci un unico passaggio artigiano-distributore; dall’altro all’abilità del distributore nell’applicare fin dove è possibile “ l’arte di arrangiarsi” riducendo ulteriormente i costi superflui che andrebbero inevitabilmente a “pesare” sul prezzo finale del prodotto.

L’impronta dentro

Ad ogni passo, l’assetto sbagliato del corpo lascia anche un’impronta sulle ossa e sui muscoli; crea mal di schiena, mal di testa e danni permanenti allo scheletro, aumentando  il senso di fatica. Non solo ma i componenti nocivi utilizzati per la concia delle pelli vengono assorbiti dall’organismo attraverso il piede…

Il plantare di Bioworld è sagomato in modo da  ridurre l’affaticamento delle gambe e della struttura scheletrica. Il caucciù e il sughero di cui è composto il plantare, la concia vegetale delle pelli e la particolare composizione e lavorazione della microfibra non contengono residui tossici e dannosi per la salute di chi indossa le nostre scarpe.