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Ma come la conciano?

La concia chimica dei pellami è una lavorazione molto dannosa.

La concia è il trattamento che ferma l’imputridimento della pelle animale e la rende adatta per farci scarpe, borse, divani, interni delle auto etc.

Per secoli la concia si è fatta immergendo il pellame in acqua  contenente una forte concentrazione di estratti vegetali (tannini) per tempi piuttosto lunghi. Il processo, tra immersioni, lavaggi e asciugature, richiedeva mesi.

All’inizio del secolo scorso, con l’avvento della chimica  si è scoperto che sostituendo il tannino con sali di cromo si riducevano i tempi a pochi giorni. E quindi anche i costi.

Per questi motivi è stata adottata in forma diffusa.

Ma il cromo è un metallo pesante altamente tossico e pericoloso  e il suo uso nella concia ha causato gravi danni all’ambiente
e alla vita dei lavoratori delle concerie e di chi vive vicino.

Non solo: col passare del tempo si è visto che, il pellame a concia chimica, sottoforma di oggetti di uso quotidiano, è stato ed è causa di dermatiti e allergie da contatto.

Per questo motivo, e per la aumentata sensibilità ambientalista dei nostri tempi, si sta assistendo, al ritorno alla concia “al
vegetale” a base di tannini
che, attraverso un percorso di modernizzazione della concia tradizionale richiede ora tempi più
brevi, ed i risultati ottenuti sono davvero ottimi.

 

 

Le pelli di Altrescarpe n.2: pelle conciata “al vegetale”

SEGUE

La pelle utilizzata per produrre Altrescarpe Bioworld viene conciata al vegetale nel laboratorio artigianale di una famiglia spagnola  che, da 4 generazioni, lavora la pelle secondo un’antica tradizione che risale all’epoca medievale.

La pelle proviene da animali allevati per scopo alimentare in piccole aziende agricole rurali spagnole e macellati in Galizia.

La concia al vegetale inizia con un trattamento del pellame con acqua, zolfo e calcio per aprire il polo ed estrarre il pelo, poi un bagno con acqua ed estratti di mimosa e lossoterigio (tannini) e, per finire, acqua e coloranti.

I coloranti usati sono in parte di origine vegetale e in parte di derivazione industriale, ma esenti da metalli pesanti, secondo la normativa europea e non vengono fissati chimicamente.

Dopo di ciò ogni singola pelle viene sottoposta ad una serie di ingrassaggi a base di grassi vegetali ed olio di oliva, lavaggi in vasca e in botte, strizzature e asciugature.

Questo procedimento dura più di 30 giorni ed è in grado di conferire uniformità, morbidezza, flessibilità ed una struttura migliore di quella ottenuta con la concia al vegetale.

La pelle utilizzate per produrre Altrescarpe ha ottenuto la certificazione OKO TEX standard 100 che garantisce che è esente da metalli pesanti e da ogni sostanza dannosa per il contatto con la pelle umana.

Inoltre la maggior parte delle sostanze utilizzate durante la lavorazione delle pelli viene depurata e smaltita e dove possibile recuperata, lavorata e riutilizzata in altri settori.  SEGUE


Le pelli di Altrescarpe n.1: pelle conciata “al vegetale”

Le Altrescarpe Bioworld sono prodotte con materiali di origine naturale o a basso impatto ambientale e, nello specifico, le tomaie sono prodotte in pelle animale conciata al vegetale oppure in pelle non animale Lorica.

In questa sede mi soffermerò sulla linea in pelle animale conciata “al vegetale”.

La concia ha la funzione di interrompere la decomposizione organica della pelle per renderla adatta agli usi che conosciamo: abbigliamento, scarpe, borse, divani, interni di automobili etc…

Per ottenere ciò per secoli si è fatto ricorso all’uso di elementi forniti direttamente dalla natura ed al lento lavorio del tempo.

Nel secolo scorso, con l’avvento della chimica, gli elementi naturali sono stati sostituiti da sostanze di sintesi quali il cromo ed i suoi derivati: un metallo pesante altamente tossico e pericoloso.

Inizialmente i vantaggi apparvero enormi visto che il pellame conciato al cromo risultava più facilmente adattabile alle lavorazioni e, soprattutto, perchè costi e tempo si riducevano notevolmente rispetto a quanto necessario per la concia naturale.

Negli anni 70 si è però iniziato a fare i conti con i danni causati dalla lavorazione del cromo per la concia  e lo smaltimento dei residui. Questo ha portato, nel corso degli anni, ad una rigida normativa per tutelare l’ambiente, i lavoratori del settore e le popolazioni circostanti.

E notevole è stato l’impatto sulla salute degli utenti finali dei prodotti realizzati in pelle conciata col cromo: irritazioni alle vie respiratori e della pelle, dermatiti e allergie.

Fortunatamente nel frattempo qualcuno ha continuato a mantenere viva la tecnica artigianale della concia al vegetale e negli ultimi anni si assiste al rifiorire del settore grazie all’unione tra tradizione e nuove tecnologie. SEGUE