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Bosque Altrescarpe

Visto che ora il freddo è veramente e definitivamente arrivato oggi presento il modello Bosque, lo stivaletto col pelo di Altrescarpe Bioworld

Bosque è alto fino al polpaccio (l’altezza degli anfibi più o meno) ed è realizzato in due materiali: pelle a concia vegetale per contenere il piede e lorica per coprire caviglia e gamba.

L’interno è rivestito di pelo bianco in tutte le parti; anche all’interno della tomaia (la parte attorno al piede, per intenderci).

La decorazione ricorda le punte di una foglia e l’allacciatura frontale è un cordino di pelle che scorre tra queste foglie

 

 

Bosque è un modello femminile comodo e caldo ed è disponibile nelle taglie dal 37 al 40 e nei colori marrone e verde.

Altrescarpe sono stupende ma…

Giusto un anno fa avevo risposto qui ad una “sollecitazione” ricevuta in uno dei miei luoghi social. E’ una domanda ricorrente e voglio riproporre la mia risposta anche se, essendosi aggravata la situazione di molti, calcherei molto di più la mano sul concetto espresso nell’ultimo paragrafo.

 

“Sono stupende ma non se le possono permettere tutti… il solito discorso che chi non ha molti soldi non può essere ecologista, non può fare consumo critico, non può boicottare multinazionali, non può mettere davvero in pratica i principi che condivide. Solo questo. Per il resto credo che le vostre scarpe siano bellissime e che meritino di essere indossate. Grazie M.”

Questo è un messaggio lasciato da M. in coda al questionario su Altrescarpe e il suo sito.

Purtroppo M. non mi ha lasciato un indirizzo email per poterle rispondere direttamente quindi lo farò qui, anche perchè credo che l’argomento interessi ad altre persone e mi piacerebbe che intervenissero per ragionare insieme sulla questione.

Cara M. è innegabile: i prodotti eco-bio-equo hanno un costo superiore agli analoghi prodotti realizzati in barba ai diritti dei lavoratori coinvolti, dell’ambiente e della salute degli utilizzatori.

A volte ci sono episodi che sembrano dimostrare che si possono fare prodotti “ecologisti” a prezzi popolari, ma col tempo si scopre il trucchetto e si finisce per confermare la regola…

Ma non è degli altri che voglio parlare, ma di quel che riguarda Altrescarpe Bioworld.

Per quanto può valere detto da me, ti tranquillizzo: anche se vendiamo scarpe da oltre 100 euro nè io nè l’artigiano produttore navighiamo nell’oro, anzi, abbiamo ridotto al lumicino certi costi (di packacing, comunicazione, pubblicità) ed i ricarichi per non uscire con prezzi ancora più elevati.

Non sto ad addentrarmi su quanto influisca nella costruzione del prezzo finale avere una ditta in italia come in spagna, sopratutto se vuoi fare le cose correttamente ed eticamente.

I costi delle materie utilizzate non possiamo ridurli perchè significherebbe abbassare il livello qualitativo, anzi stiamo lottando per migliorare ulteriormente quello di suole e plantari.

Il costo della lavorazione si potrebbe abbassare, ma significherebbe trasformarlo nel lavoro a “cottimo” in cui si pressa gli operatori specializzati in pochi passaggi  per ottenere più pezzi nel minor tempo possibile. Oppure si potrebbe esternalizzare a padroncini con la bava alla bocca per i debiti dell’acquisto del macchinario o lavorare come terzisti per marchi famosi e relegare la produzione a proprio marchio ai tempi notturni o festivi.

Che è un modello d’impresa molto diffuso in italia ed in europa, ma nel laboratorio di Jesus non funziona così: si producono solo Altrescarpe Bioworld ed ogni operatore (oltre a lui 2 regolarmente assunti a tempo indeterminato) è in grado di costruire le scarpe dall’inizio alla fine ed ogni giorno realizza quello che riesce in base a parametri di tempo da “bottega da artigiano” più che da officina.

Non resta che agire sulla commercializzazione e questo riguarda me: organizzo periodicamente delle vendite di tutte le paia disponibili in quel momento in magazzino scontate del 20% per gli iscritti alla newsletter (per i quali, tra l’altro sono sempre disponibili i modelli avanzati dalla stagione precedente). E riconosco scontistiche a salire (fino al 30%) in base alla quantità ordinata per i gruppi d’acquisto solidali. Per ultimo c’è l’angolo delle occasioni che allestisco durante le fiere con sconti fino al 50% (per le paia di seconda scelta).

Lo so, lo so M., non sei ancora soddisfatta, chiedevi: come può chi non ha molti soldi fare…

Ci sono ancora due filoni di risposta, uno riguarda lo stile di vita: comprare prodotti eco e di qualità alla fine costa come comprare prodotti più scarsi. E’ classico il confronto sull’alimento bio: se ti alimenti con cibi industriali ne devi mangiare di più perchè non sei mai sazio, ingrassi e ti scompensi, ti ammali e devi pagare medici e farmaci. Alla fine c’è poca differenza.

Parlando di scarpe: una bella ti dura anni, quando si rompe la ripari; di quelle scadenti ne devi acquistare 5 in tre anni perchè si rompono, e poi ti fanno male i piedi, le gambe, la schiena, oppure ti sudano i piedi o ti viene una dermatite da contatto…

Hai tutti i tuoi motivi per non essere ancora soddisfatta, ti capisco.

E allora l’ultima risposta, che però trasformo in una domanda aperta a tutti perchè anche io sono arrabiato di questo.

La domanda è: il problema sono i prezzi dei prodotti puliti e giusti o sono la scarsa capacità d’acquisto degli stipendi riconosciuti a chi lavora, se ha un lavoro? non sarà che per potere vendere prodotti a basso prezzo questo sistema economico-politico abbatte i costi senza preoccuparsi delle conseguenze come i diritti e la qualita della vita e l’ambiente inquinato? Fino a rendere impossibile, per i consumatori più consapevoli, poter scegliere di acquistare prodotti ecologici ed equi?

Una contraddizione, un assurdo. Che ne dite?

Piove, governo ladro: Altrescarpe che fanno?

Ci sono diverse versioni sulla nascita di questa espressione (leggete qui), ma alla base di tutte c’è una certa insofferenza verso le scelte spesso infelici del potere politico ed economico.

Mi sa che, se non l’avessero già inventata, sicuramente ci avrebbe pensato un nostro contemporaneo visto che l’esecutivo attuale, e i precedenti, ce l’hanno messa tutta per non essere simpatici. Per non dire del fatto che basta poco che il nostro trascurato territorio si allaghi e frani.

Sta di fatto che bisogna andare avanti e il non fare cadere la quotidianità nello sconforto aiuta a mantenere l’insofferenza di cui sopra entro limiti “civili”…ma questo è un blog che non parla di politica.

Dicevo: bisogna andare avanti, ma in questi giorni il clima non ci aiuta, difatti piove e, mentre scrivo, il meteo dice che sta per arrivare un’altra perturbazione.

Approfitto quindi per rispondere ad una richiesta che ricevo spesso, l’ultima poche ore fa: come proteggo le mie Altrescarpe dalla pioggia? Mi si sono macchiate con la pioggia, come le pulisco? E altre domande di questo genere.

Le Altrescarpe Bioworld si trattano come ogni altra scarpa e per spiegare parto da quelle in Lorica che a loro volta possono essere scamosciate o liscie.

Quest’ultime sono discretamente impermeabili e si lavano con un panno umido.

Quelle scamosciate sono un pò meno impermeabili di quelle lisce perchè, per renderla idrorepellente, la Lorica, andrebbe trattata con sostanze velenose ed inquinanti che annullerebbero la traspirazione.

Se si dovessero bagnare hanno però la particolarità di asciugarsi velocemente, senza subire raggrinzimenti e non si rovinano in superficie.

Potrebbero macchiarsi se vengono a contatto con l’acqua sporca della strada, in quel caso si lavano tamponando ripetutamente con un panno inumidito con acqua.

Se invece le vostre Altrescarpe sono in pelle a concia vegetale consiglio di proteggerle sempre e regolarmente con lucido in crema (quello dei tubetti, per intenderci) perchè mantiene l’impermeabilità che ha ricevuto grazie agli strati di oli e grassi vegetali che sono stati spalmati subito dopo la concia.

Se vi si bagnano vanno asciugate all’aria ma lontano da fonti di calore (questo avvertenza vale per tutti i tipi di scarpe) e se si tratta di un bell’acquazzone, per evitare che si raggrinziscano, meglio riempirle di carta di giornale che aiuteranno a tenere la forma e assorbiranno un pò di umidità. Se possibile cambiare la carta dopo qualche ora.

Se sono state trattate precedentemente con il lucido non dovrebbero rimanere aloni, ma se succede, si rimedia tamponando più volte con il solito panno fino a che la scarpa è uniformemente inumidita e lasciando asciugare lontano da fonti di calore.

Le strisce bianche del sale per il gelo o altri sostanze che potrebbero essere presenti nelle pozzanghere  si trattano con un batuffolo imbevuto di acqua e aceto in parti uguali.

E quando avrete finito di pulirle, e saranno ben asciutte, distribuite e fate assorbire con cura uno strato, non eccessivo, di lucido in crema e ripetete il trattamento almeno una volta alla settimana.

A proposito: Altrescarpe sono comode, creative, ecologiche, ma non fanno i miracoli: reggono la pioggia e gli acquazzoni, ma con le “bombe d’acqua” hanno gli stessi problemi di tutte le altre…. ;-)

 

Ma come la conciano?

La concia chimica dei pellami è una lavorazione molto dannosa.

La concia è il trattamento che ferma l’imputridimento della pelle animale e la rende adatta per farci scarpe, borse, divani, interni delle auto etc.

Per secoli la concia si è fatta immergendo il pellame in acqua  contenente una forte concentrazione di estratti vegetali (tannini) per tempi piuttosto lunghi. Il processo, tra immersioni, lavaggi e asciugature, richiedeva mesi.

All’inizio del secolo scorso, con l’avvento della chimica  si è scoperto che sostituendo il tannino con sali di cromo si riducevano i tempi a pochi giorni. E quindi anche i costi.

Per questi motivi è stata adottata in forma diffusa.

Ma il cromo è un metallo pesante altamente tossico e pericoloso  e il suo uso nella concia ha causato gravi danni all’ambiente
e alla vita dei lavoratori delle concerie e di chi vive vicino.

Non solo: col passare del tempo si è visto che, il pellame a concia chimica, sottoforma di oggetti di uso quotidiano, è stato ed è causa di dermatiti e allergie da contatto.

Per questo motivo, e per la aumentata sensibilità ambientalista dei nostri tempi, si sta assistendo, al ritorno alla concia “al
vegetale” a base di tannini
che, attraverso un percorso di modernizzazione della concia tradizionale richiede ora tempi più
brevi, ed i risultati ottenuti sono davvero ottimi.

 

 

Il patchwork di Altrescarpe

Il patchwork o “lavoro fatto con le pezze” consiste nell’unione tramite cucitura di diverse parti di forma varia, per lo più quadrata, al fine di ottenere oggetti per la persona o la casa.

E’ una tecnica antica come il mondo che nasce dalla difficile reperibilità della materia prima e anche dal suo elevato costo che costringeva tutti, ma specialmente le classi sociali più deboli, a utilizzare ogni centimetro di materiale compresi i ritagli.

E non solo: si usava anche recuperare le parti in condizioni migliori dei capi ormai consunti per ripararne altri o per la realizzazione di nuovi.

Colore e forma creano emozioni che l’autore del patchwork manifesta attraverso l’accostamento delle pezze, dando corpo ad un’opera, che finita sara’ l’espressione di chi l’ha creata.

              

Questa è la personale interpretazione di patchwork di Jesus, l’artigiano di Altrescarpe Bioworld.

Si chiama Winter Square e lo produce assemblando gli avanzi di pelle a concia vegetale della produzione delle altre calzature.

 

 

E’ estate fa caldo e si suda

Da qualche giorno è iniziato il bel tempo e anche il caldo.
Allora ho pensato di rispolverare un articolo dell’agosto scorso sulla sudorazione

 

E’ estate, fa caldo e si suda.

In realtà il nostro corpo suda sempre perchè attraverso questa funzione fondamentale elimina tossine e regola la temperatura interna. Ovviamente si suda di più se la temperatura esterna è maggiore oppure se svoIgiamo attività fisica.

I piedi, con le loro decine di migliaia di ghiandole sudoripare creano circa un quarto di litro di sudore al giorno.

Il sudore, che è composto al 99% di acqua e 1% di sali minerali, di per sè non ha ne colore ne odore però spesso diventa maleodorante e questo ci causa disagio che può arrivare, in alcuni casi, a “disturbare” i nostri rapporti sociali.

Sembra che questa trasformazione sia dovuta al fatto che la pelle del piede, contenuto e avvolto da calza e scarpa, a contatto col sudore inizi a inumidirsi. La mancanza d’aria agevola il proliferare di batteri e germi e questo crea odore, e, a lungo andare anche portare ad infezioni e vesciche.

Il primo consiglio per il problema del sudore dei piedi è quello di indossare calzature prodotte con materiali naturali e ad alta traspirazione.

 

Le Altrescarpe Bioworld corrispondono a queste caratteristiche: la pelle a concia vegetale e la Lorica per la tomaia e la soletta in microfibra traspirante permettono un buon ricambio d’aria; mentre il sughero del plantare isola perfettamente dal calore del pavimento.

Avere delle buone calzature è il primo passo, ma ci sono altri accorgimenti che possono essere utili per affrontare e ridurre il problema.

Uno stile di vita sano in generale è di grande aiuto: meno tossine assumiamo meno ne dobbiamo eliminare…quindi possiamo iniziare dall’interno preferendo alimenti sani. Possiamo anche aiutarci con integratori, oligoelementi ed estratti vegetali, meglio però chiedere consiglio ad un medico o, per lo meno, ad un naturopata o erborista qualificato.

A seguire:  camminare a piedi scalzi sul pavimento, nell’erba, nella sabbia o, se la stagione lo permette, nell’acqua.

Ad una regolare igiene quotidiana con saponi e deodoranti  che rispettino il naturale equilibrio della pelle possiamo abbinare bagni in acqua tiepida in cui aggiungere the (i tannini sono ottimi per eliminare gli odori) o aceto di mele o foglie di salvia e sali minerali e, alla fine del bagno, eliminare la pelle dura inumidita con una  pietra pomice.

E per i casi più difficili sarà necessario a sostanze dall’azione antibatterica ed antifungina (sempre meglio chiedere consiglio ad un dermatologo).

 

 

Bosque

Qualche giorno fa, ho parlato di Gluck, uno dei nuovi modelli di Altrescarpe Bioworld.

Quest’oggi è la volta di Bosque, uno stivaletto alto fino al polpaccio e realizzato in due materiali: pelle a concia vegetale per contenere il piede e lorica per coprire caviglia e gamba.

In realtà i materiali sono tre perchè all’interno è completamente rivestito di pelo bianco (sintetico per il momento, in attesa di trovare qualcosa di naturale).

“El bosque es porque buscaba algo natural, que recordase a motivos de hojas, vegetacion, etc….”

Questo è ciò che mi ha scritto Jesus per spiegare il nome e, in effetti, la decorazione ricorda le punte di una foglia e l’allacciatura è un cordino di pelle che scorre tra queste foglie.

Bosque è un modello femminile comodo e caldo ed è disponibile nelle taglie dal 37 al 40 e nei colori marrone e verde.

 

La bottega di Jesus

Questo è il patio del cortile della casa di Jesus e la porta che si vede nell’angolo è l’ingresso della sua bottega da calzolaio in cui progetta e realizza le Altrescarpe Bioworld. Niente male come ambiente di lavoro, che ne dite? E’ abbastanza suggestivo? Sono certo che le sue creazioni sarebbero diverse se  fossero pensate e realizzate in un moderno e grigio capannone nella periferia di un “nonluogo” qualunque.

Entriamo: questa è una delle due stanze del laboratorio.

La prossima foto è un salto nel passato: lo stesso ambiente di lavoro, ma è il 1962, Jesus se ne sta dritto nel suo girello, attorno una dozzina di lavoratori intenti nella produzione. Il signore seduto di fronte è suo padre, anche lui figlio di un calzolaio.

Altri tempi, le cose sono un pò cambiate, ma, come allora, Jesus porta avanti la tradizione di famiglia secondo un modello produttivo artigianale che prevede un limitato uso di macchinari e conseguenti condizioni di lavoro non alienanti, umane ed ecologiche.

Il numero degli addetti si è ridotto a tre, Cristina, Arturo e Jesus,  quanto basta per fare fronte ad una produzione limitata, dalla crescita lenta e proporzionata alla domanda, l’ideale per evolvere creativamente e produrre con cura e passione nella bottega del cortile di casa .

AAA Calzolaio cercasi

Calma calma, non è una ricerca di personale, ma una riflessione sul lavoro del calzolaio.

Tempo fa il “calzolaio” era colui che produceva le scarpe e ciò che realizzava era strettamente legato all’epoca, al territorio e all’ambito sociale in cui risiedeva ed operava.
Nel corso dei secoli la produzione delle calzature è passata dalla bottega artigianale alla fabbrichetta per poi approdare nei capannoni industriali e quindi il calzolaio da produttore si è trasformato in riparatore.

Fino a 20/30 anni fa le scarpe, che rappresentavano un discreto investimento rispetto al reddito della maggior parte delle famiglie, duravano parecchio e man mano che ne avevano bisogno, venivano aggiustate: suole, tacchi e messa in forma per adattarle ai piedi del famigliare o parente a cui venivano passate.
E questo non riguardava solo le famiglie povere, ma anche quelle più abbienti perchè la mentalità oltre ad essere naturalmente orientata al risparmio aveva anche un particolare “rispetto” verso tutto ciò che era stato prodotto ed acquistato.

Chi come me è stato bambino negli anni 60 si ricorderà sicuramente delle botteghe del calzolaio piene zeppe di scarpe da riparare, al punto che rischiavi di non trovare più le tue che avevi portato solo pochi giorni prima perchè erano state coperte da quelle di altri clienti giunti dopo di te; e si ricorderà anche della rigida distinzione fatta in famiglia tra scarpe per andare a scuola, scarpe per giocare e scarpe per il giorno di festa.

Negli ultimi anni i calzolai sono sempre meno e si ricorre sempre meno ai loro servizi. Questo succede sopratutto perchè la maggior parte delle calzature in circolazione hanno prezzi contenuti, vengono prodotte in paesi in cui la manodopera costa poco e  i materiali utilizzati sono di scarsa qualità, quindi una riparazione potrebbe costare anche quanto la scarpa stessa.

Questo ha avuto due effetti: ha modificato la mentalità del risparmio e del rispetto determinando i comportamenti consumistici tipici della nostra epoca, se la scarpa è rotta si butta direttamente nel cassonetto. Ha poi portato i pochi calzolai rimasti a specializzarsi nella produzione di scarpe artigianali e  su misura e alla riparazione e manutenzione delle stesse.

La bottega di Jesus, il produttore di Altrescarpe Bioworld, ha vissuto una trasformazione simile: dal nonno che produceva scarpe di diversa forma e stile per il vicinato, al padre che, avvalendosi della collaborazione di alcune decine di artigiani, si era specializzato nell’uso di materiali più “raffinati ” e provenienti da altre zone della Spagna per produrre modelli che furono diffusi nel mercato nazionale.

Per ultimo Jesus che invece di diventare un industriale della calzature, come hanno fatto molti altri figli di artigiani, ha preferito orientare la propria produzione verso materiali di alta qualità e modelli di “nicchia”.

Cioè verso calzature che sono sane per i piedi di chi le indossa, durano nel tempo e, se si guastano, si possono riparare.

Basta ovviamente trovare un calzolaio….

E’ estate, fa caldo e si suda.

E’ estate, fa caldo e si suda.

In realtà il nostro corpo suda sempre perchè attraverso questa funzione fondamentale elimina tossine e regola la temperatura interna. Ovviamente si suda di più se la temperatura esterna è maggiore oppure se svoIgiamo attività fisica.

I piedi, con le loro decine di migliaia di ghiandole sudoripare creano circa un quarto di litro di sudore al giorno.

Il sudore, che è composto al 99% di acqua e 1% di sali minerali, di per sè non ha ne colore ne odore però spesso diventa maleodorante e questo ci causa disagio che può arrivare, in alcuni casi, a “disturbare” i nostri rapporti sociali.

Sembra che questa trasformazione sia dovuta al fatto che la pelle del piede, contenuto e avvolto da calza e scarpa, a contatto col sudore inizi a inumidirsi. La mancanza d’aria agevola il proliferare di batteri e germi e questo crea odore, e, a lungo andare anche portare ad infezioni e vesciche.

Il primo consiglio per il problema del sudore dei piedi è quello di indossare calzature prodotte con materiali naturali e ad alta traspirazione.

 

Le Altrescarpe Bioworld corrispondono a queste caratteristiche: la pelle a concia vegetale e la Lorica per la tomaia e la soletta in microfibra traspirante permettono un buon ricambio d’aria; mentre il sughero del plantare isola perfettamente dal calore del pavimento.

Avere delle buone calzature è il primo passo, ma ci sono altri accorgimenti che possono essere utili per affrontare e ridurre il problema.

Uno stile di vita sano in generale è di grande aiuto: meno tossine assumiamo meno ne dobbiamo eliminare…quindi possiamo iniziare dall’interno preferendo alimenti sani. Possiamo anche aiutarci con integratori, oligoelementi ed estratti vegetali, meglio però chiedere consiglio ad un medico o, per lo meno, ad un naturopata o erborista qualificato.

A seguire:  camminare a piedi scalzi sul pavimento, nell’erba, nella sabbia o, se la stagione lo permette, nell’acqua.

Ad una regolare igiene quotidiana con saponi e deodoranti  che rispettino il naturale equilibrio della pelle possiamo abbinare bagni in acqua tiepida in cui aggiungere the (i tannini sono ottimi per eliminare gli odori) o aceto di mele o foglie di salvia e sali minerali e, alla fine del bagno, eliminare la pelle dura inumidita con una  pietra pomice.

E per i casi più difficili sarà necessario a sostanze dall’azione antibatterica ed antifungina (sempre meglio chiedere consiglio ad un dermatologo).