Qualche giorno fa ho ricevuto la newsletter della compagnia dei cammini in cui ho trovato questa riflessione in versi sui piedi.
Che è un’ode alle nostre estremità più trascurate.
Ma, dice Guido, vedere il mondo dalla parte dei piedi può essere un’altra via nella modernità tecnologica.
Buona lettura e grazie ai “camminatori”
Ragionare con i piedi
Mettiamoci dal loro punto di vista.
Loro che vedono il mondo all’incontrario.
Loro che sanno davvero com’è fatta la Terra.
Loro che ci sorreggono… e sopportano tutte le nostre stralunate fantasie.
Loro che ci portano di qua e di là, instancabili.
Si parla dell’altra faccia di noi, i piedi.
I piedi li abbiamo svalutati da tanti e tanti anni.
E pensare che il genere umano è nato camminatore.
Poi ha voluto strafare e si è lasciato incantare
dalle sirene del pensiero razionale.
Abbiamo sotto gli occhi i disastri
che l’onnipotenza della testa ha prodotto.
Il non percepire i limiti… questo è il male peggiore.
Ragionare con i piedi.
Ecco, il vantaggio maggiore di ascoltare di nuovo i piedi
è la riscoperta del senso del limite.
Più di tot distanza in tot tempo e… i piedi ci fanno male.
Ci obbligano a fermarci.
A prenderci cura di loro.
Insomma, i piedi ci ricordano
che siamo corpo vivo e dolente.
I piedi ci insegnano che senza “l’arte della cura”
non si va da nessuna parte.
Io sto con i piedi.
Da tempo ho deciso di tornare viandante.
Un unico compromesso sono disposto a considerare.
Dare ascolto a ciò che sta a metà strada
tra l’astratto pensare e il concreto camminare.
Forse il vero centro è il cuore.
Ma qui si aprirebbe un altro universo di riflessione.
Oggi mi servono i piedi.
Per riequilibrare la dittatura della mente.
Per dare un calcio a tutto ciò che è superfluo.
Per carezzare la Terra ad ogni mio passo.
Guido Ulula alla Luna
da “Il Cammino” newsletter della Compagnia dei Cammini www.cammini.eu













Ma io dico anche che l’abbattimento dei costi significa riduzione di diritti e di potere economico della massa lavoratrice, la stessa che, paradossalmente viene spinta al consumo impulsivo.

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