L’impronta economica
Il tipico paio di scarpe da 100 euro delle marche più famose (realizzato in Vietnam, India, Thailandia…) all’origine costa intorno 5-6 euro tra materiale e mano d’opera; gli altri 94 euro che escono dalle vostre tasche pagano solo marketing, intermediazioni e profitti.
Non va meglio con le scarpe economiche: la Cina in 1 anno ha venduto in Italia 156 milioni di paia a un prezzo medio di 3,42 euro a scarpa. Anche se le avete pagate solo tra i 15 e i 50 euro, è sempre molto più del loro valore e per giunta – tipicamente- vi sono durate un mese e mezzo e poi sono finite in pattumiera: significa 8 paia all’anno, sprecando non solo almeno 300 euro/anno ma anche molta materia ed energia.
Il vero affare non è comprare scarpe da poche decine di euro, ma
- ridurre al minimo le intermediazioni
- scegliere scarpe durevoli.
Bioworld sono calzature artigianali di qualità, destinate a durare a lungo, e costano meno di quelle industriali delle marche pubblicizzate.
L’impronta ecologica
L’industria calzaturiera è una delle più inquinanti e molto spesso utilizza pelli che provengono da allevamenti illegali nell’Amazzonia disboscata.
La pelle utilizzata per Bioworld proviene da allevamenti spagnoli e viene conciata “al vegetale” senza l’utilizzo di cromo e altri metalli pesanti in una piccola conceria artigianale, anch’essa spagnola.
Per i consumatori che non vogliono utilizzare elementi animali nell’abbigliamento viene utilizzata “Lorica”, la microfibra di lavorazione italiana più innovativa sia in termini di tecnologie utilizzate e prodotto ottenuto, sia in termini di salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente.
L’impronta sociale
Molte aziende calzaturiere cedono la produzione a terzisti per poter aggirare i doveri sindacali o delocalizzano le produzioni in paesi del sud del mondo per abbattere i costi ed aumentare i profitti.
Il produttore di Bioworld non è una grande fabbrica ma un’azienda familiare spagnola di tradizione il cui titolare, Jesus Garcia, è un vero artista del design calzaturiero che disegna e costruisce personalmente le sue calzature (a mano e con semplici attrezzature meccaniche) assieme alla sorella e ad un operaio (assunti a tempo indeterminato).
Ogni paio è un pezzo unico di alto artigianato e costa all’origine molto di più di una scarpa industriale,i prezzi accessibili a cui voi potete comprarle sono dovuti da un lato al fatto che tutto il processo di intermediazione, coi suoi costi logistici, di marketing e di profitti ad ogni passaggio, è praticamente azzerato essendoci un unico passaggio artigiano-distributore; dall’altro all’abilità del distributore nell’applicare fin dove è possibile “ l’arte di arrangiarsi” riducendo ulteriormente i costi superflui che andrebbero inevitabilmente a “pesare” sul prezzo finale del prodotto.
L’impronta dentro
Ad ogni passo, l’assetto sbagliato del corpo lascia anche un’impronta sulle ossa e sui muscoli; crea mal di schiena, mal di testa e danni permanenti allo scheletro, aumentando il senso di fatica. Non solo ma i componenti nocivi utilizzati per la concia delle pelli vengono assorbiti dall’organismo attraverso il piede…
Il plantare di Bioworld è sagomato in modo da ridurre l’affaticamento delle gambe e della struttura scheletrica. Il caucciù e il sughero di cui è composto il plantare, la concia vegetale delle pelli e la particolare composizione e lavorazione della microfibra non contengono residui tossici e dannosi per la salute di chi indossa le nostre scarpe.

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