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I rivenditori di Altrescarpe Bioworld

Questo è l’elenco dei rivenditori di Altrescarpe Bioworld

CAMPANIA

VIA TOLEDO
VIA Toledo, 291 – NAPOLI  -  Tel 081403648

MELINOI ET LA COMPAGNIE CHINOISE
VIA B. Croce, 35  -  NAPOLI  -  Tel 081 4288288

 

EMILIA ROMAGNA

NATURALMENTE SOSTENIBILE
Borgo del Correggio 16/A PARMA Tel 0521 239257

ALTROTIPO
Via Riva Reno 76 – BOLOGNA  -  Tel 051 8492237
(solo modelli in Lorica)
http://www.altrotipo.it/


LAZIO

DIMENSIONE NATURA
Via dei Falegnami 66A ROMA  -  Tel 0668192104
http://www.dimensionenatura.eu

FLYERS
Via dei Mille, 8/10 VITERBO  -  Tel 0761220814

 

LIGURIA

OPANKA
Via Luccoli, 11/R GENOVA  -  Tel 0102513753

 

LOMBARDIA

MERRY CHERRY VEGAN
via Rubens 14 MILANO  -  Tel 0245480024
(solo modelli in Lorica)
www.merrycherryveg.com

 

PIEMONTE

CASA WIWA
Via Pianezza 4 COLLEGNO (TO)  -  Tel 0114150706

 

SICILIA

IN UN ANGOLO DI MONDO
Via Nazionale per Catania 180 CAPOMULINI ACIREALE (CT)  – Tel 095 877724

 

TOSCANA

LA GALLINA CUBISTA
Via Garibaldi 32  PONTREMOLI (MS)  – Tel 0187831751 http://www.lagallinacubista.it/

 

TRENTINO A.A.

BIO SI PUÓ
Via Falori 104 – Nogarè PERGINE VALSUGANA (TN)  -  Tel 0461552114
(vendita su catalogo, non è un negozio)

IMAYA  INIZIATIVE DA INDOSSARE
Via 2° Androna di Norgonuovo 16 – Trento -  Tel 0461038978

 

VENETO

L’ALBERO
C.So S. Lorenzo 1/A PESCANTINA (VR)  -  Tel 0456703395

FILO’
Salizada Pio X- S.Marco 5164 VENEZIA  -  Tel 0415227545

ECOSMILE
via Umberto I°, 24/A ROVIGO  -  Tel 0425412941

Lorica, l’eco-pelle hi tech

< SEGUE

Con il termine Lorica gli antichi romani indicavano qualsiasi tipo di armatura.

Nel corso dei secoli la parola latina “lorica” ha mutato di significato e attorno al 1° secolo a.c. si usava per indicare un tipo di armatura realizzata in cuoio. Infatti l’etimologia di “loris”, nel latino arcaico, aveva significato di “cuoio”. Ma secondo, altre fonti, è stato anche il nome di una maglia in ferro indossata dai guerrieri di origine gallica (informazioni tratte da wikipedia).

Attualmente Lorica è conosciuta come il nome di una società e della sua fabbrica che è “la principale produttrice di pelle hi-tech per svariati settori: calzature da ciclismo e motociclismo, abbigliamento sportivo, contract e arredo ufficio, pelletteria e trasporti”.

Nel contempo la fabbrica Lorica è diventata un riferimento per i consumatori che non vogliono utilizzare materiali di origine animale per l’abbigliamento e oggetti di uso quotidiano, ed è questo il motivo per cui la maggior parte dei modelli di Altrescarpe Bioworld, oltre che in pelle a concia vegetale, sono realizzati anche in Lorica, sebbene molti nostri clienti la apprezzino anche per le sue caratteristiche più “tecniche”.

Ma andiamo per ordine. L’idea di creare una pelle artificiale è nato una ventina di anni fa all’interno di una importante conceria italiana con l’obiettivo di realizzare un materiale man-made a cui conferire e potenziare le stesse caratteristiche di lavorabilità, resistenza e traspirabilità della pelle animale.

Da questo si è sviluppata una ricerca scientifica e tecnologica che ha portato alla messa a punto di un processo produttivo simile a quello conciario (poi brevettato da Lorica che quindi è l’unica Azienda a poterla produrre)  che si basa sulla lavorazione di microfibre non tessute che si trasformano in un materiale molto simile a quello naturale.

Questa la presentazione da parte di Lorica stessa: “Cosa è Lorica? Lorica si presenta, allo stato grezzo, in fogli dall’aspetto molto elastico e con una soffiatura evidente: sin dalla prima analisi della sezione di Lorica al microscopio si può vedere la grande similitudine con la pelle, sebbene si tratti di un prodotto totalmente di sintesi. Si è così pensato di affiancare la tecnologia dei polimeri alla tecnologia conciaria. Si è intervenuto sul Lorica grezzo, composto da poliuretano e microfibra di poliammide, molto adatto a subire la profonda trasformazione necessaria a renderlo “vera pelle hi-tech” Lorica è stata studiata non solo per soddisfare le richieste più svariate ed esigenti del mercato attuale, ma anche per rispondere al principio della salvaguardia ambientale. I prodotti utilizzati nelle varie fasi di lavorazione di Lorica, infatti, non sono né tossici né nocivi sia per l’uomo sia per l’ambiente. Lorica è un materiale innovativo, testato a livello biomedico con ottimi risultati: le analisi effettuate in centri specializzati confermano che Lorica è un prodotto anallergico, non sensibilizzante e non irritante”.

Tutte le informazioni su Lorica che ho riportato in questo articolo le potete ritrovare sul sito ufficiale dell’azienda, su cui ho trovato anche gli ingrandimenti che potete vedere cliccando qui sotto.

Ingrandimenti della sezione di Lorica

Ingrandimenti a confronto di Lorica, pelle animale, sintetici       

                                                                                                                                                                                                                                                      SEGUE>

 

 

 

Bosque

Qualche giorno fa, ho parlato di Gluck, uno dei nuovi modelli di Altrescarpe Bioworld.

Quest’oggi è la volta di Bosque, uno stivaletto alto fino al polpaccio e realizzato in due materiali: pelle a concia vegetale per contenere il piede e lorica per coprire caviglia e gamba.

In realtà i materiali sono tre perchè all’interno è completamente rivestito di pelo bianco (sintetico per il momento, in attesa di trovare qualcosa di naturale).

“El bosque es porque buscaba algo natural, que recordase a motivos de hojas, vegetacion, etc….”

Questo è ciò che mi ha scritto Jesus per spiegare il nome e, in effetti, la decorazione ricorda le punte di una foglia e l’allacciatura è un cordino di pelle che scorre tra queste foglie.

Bosque è un modello femminile comodo e caldo ed è disponibile nelle taglie dal 37 al 40 e nei colori marrone e verde.

 

Gluck?

 


Mi è sempre un pò incomprensibile la logica con cui Jesus sceglie il nome dei modelli di Altrescarpe Bioworld

Quello che presento oggi si chiama Gluck.

Gluck? Essendo stato bambino negli anni 60 ho subito pensato alla canzone di Adriano Celentano, forse anche per deformazione ecologista…

Però Jesus, anche se mio coetaneo, non ha gli stessi miei riferimenti sopratutto per il fatto di essere spagnolo.

Allora gli ho scritto una mail per chiederglielo e questa è la sua risposta: <<Stavo ascoltando la versione per piano della “Danza degli spiriti beati” nello stesso momento in cui terminavo di realizzare questo nuovo modello. Ero molto soddisfatto di come stava uscendo e allora ho deciso di chiamarlo Gluck come il compositore della musica che stavo ascoltando>>. Logico, no?!?

Comunque qualcosa avevo azzeccato perchè, da una ricerca in rete, ho scoperto che anche la via della canzone è intitolata al signor Christoph W. Gluck :-)

Ma veniamo al nuovo modello che, come si vede dalle foto, è una scarpa piuttosto originale; a me piace molto e molti apprezzamenti ha ricevuto durante la fiera dello scorso weekend a Genova.

E’ realizzata con quattro pezzi di pelle e uno di Lorica uniti tra loro da cuciture visibili all’esterno e che, fungendo da decorazioni trasversali, rendono la figura della scarpa più affusolata e snella.

La soluzione adottata per l’allacciatura sul dorso del piede è davvero particolare ed essenziale: il lembo esterno ricopre quello interno; i lacci in corda di lino scorrono tra i fori e gli occhielli intagliati nei due lembi.

L’allacciatura e le cuciture evidenziano la natura artigianale vera delle Altrescarpe Bioworld.

La parte posteriore destinata a contenere il tallone è realizzata in Lorica, e, per quel che mi ricordo, non ho mai visto una soluzione del genere, cioè un unico pezzo triangolare senza cuciture.

Grazie all’elasticità della Lorica stessa il piede si può infilare agevolmente e viene trattenuto durante la camminata. Inoltre può essere abbassata per trasformare, all’occorrenza, la scarpa Gluck in un sabò.

Il modello Gluck è disponibile nel colore marrone e nelle taglie dal 37 al 44.

 

Rottamazione di un sistema economico? Ojalà

Ojalà! direbbero dalle parti del laboratorio di Bioworld, qui diremmo: magari.

E’ vero, la nostra parola ha un suono più dimesso, mesto, quasi disilluso: vuoi mettere come suona più proattivo: Ojalà!

E difatti, per ora di rottamazione del modello di sviluppo (?) capitalistico ancora non se ne parla, malgrado scricchioli da tempo e ultimamente sembra avere toccato il fondo

Ma lo scorso week- end qualcosa è avvenuto nel reale e nell’immaginario collettivo di alcune migliaia di persone che sono venute alle ex Officine Reggiane a Reggio Emilia.

Difatti in una di queste grandi fabbriche inattive da anni, da venerdì a domenica si è svolta la 17° edizione di Tuttaunaltracosa, la fiera del commercio equo e solidale.

L’evento si è svolto in un luogo di grande valore storico e simbolico, che ora sta li come una cattedrale abbandonata a rappresentare la fase post-industriale in cui siamo spettatori ed interpreti nostro malgrado.

Poco più di settanta realtà di vario genere (centrali del commercio equo e solidale, cooperative sociali, artigiani e commercianti ecologici ed ecologisti, associazioni ambientaliste e solidali, …) hanno presentato, anzi, abbiamo presentato, visto che c’era anche Altrescarpe, sotto la luce aranciata dei fari del capannone, prodotti e progetti ispirati ad una produzione e ad un economia che non sfrutta l’uomo e l’ambiente.

A proposito di rottamazione (di sistemi economici, industriali e capannoni) e, in perfetta sintonia con la situazione, che ha proposto molti oggetti e progetti di riuso e riciclo, allo stand di Altrescarpe, come annunciato alcuni giorni fa, sono state tre giornate di “Non rottamazione“.

Vi ricordo che la prossima “Non rottamazione” sarà a Falacosagiusta di Genova.

Ps: un ringraziamento speciale va a MariaRosa e alle sue amiche che hanno portato le loro  scarpe da non rottamare da Mola di Bari fino alle ex Officine Reggiane, grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La bottega di Jesus

Questo è il patio del cortile della casa di Jesus e la porta che si vede nell’angolo è l’ingresso della sua bottega da calzolaio in cui progetta e realizza le Altrescarpe Bioworld. Niente male come ambiente di lavoro, che ne dite? E’ abbastanza suggestivo? Sono certo che le sue creazioni sarebbero diverse se  fossero pensate e realizzate in un moderno e grigio capannone nella periferia di un “nonluogo” qualunque.

Entriamo: questa è una delle due stanze del laboratorio.

La prossima foto è un salto nel passato: lo stesso ambiente di lavoro, ma è il 1962, Jesus se ne sta dritto nel suo girello, attorno una dozzina di lavoratori intenti nella produzione. Il signore seduto di fronte è suo padre, anche lui figlio di un calzolaio.

Altri tempi, le cose sono un pò cambiate, ma, come allora, Jesus porta avanti la tradizione di famiglia secondo un modello produttivo artigianale che prevede un limitato uso di macchinari e conseguenti condizioni di lavoro non alienanti, umane ed ecologiche.

Il numero degli addetti si è ridotto a tre, Cristina, Arturo e Jesus,  quanto basta per fare fronte ad una produzione limitata, dalla crescita lenta e proporzionata alla domanda, l’ideale per evolvere creativamente e produrre con cura e passione nella bottega del cortile di casa .

Caso Altrescarpe e smarketing

Qualche settimana fa, Marco Geronimi  mi ha scritto una mail in cui diceva: “Ciao GB, sei un caso di studio… c’è da preoccuparsi?”

Sul momento non ho capito cosa volesse dirmi: istintintivamente ho pensato intendesse caso umano :-) .

Per avere una risposta è bastato aprire il file pdf allegato dal titolo SMARKETING (vedi di seguito).

Smarketing è una rete di artigiani della comunicazione e dell’etica d’impresa di cui fa parte Marco e il pdf  è il testo della tesi di Federica Sangiorgio, studentessa all’università cattolica di Milano (con cui mi complimento e ringrazio).

Si, ma Altrescarpe cosa c’entra? 

 

Federica spiega molto bene, a partire dalla pagina 13, quali sono le semplici strategie, a basso costo e a basso impatto, che ho messo in atto in collaborazione e su indicazione di Smarketing per ottenere la visibilità necessaria per la tenuta e la crescita di  realtà economiche molto piccole come la mia e quella di Bioworld.


Per leggere la tesi di Federica su Smarketing e caso Altrescarpe
clicca qui >>  SMARKETING.B2B

Ps_ A pag.13 c’è un riferimento al marchio Camper che non è del tutto corretto, probabilmente c’è stata della confusione in buona fede tra i nomi delle marche quando io e Federica abbiamo parlato di “chi si ispira a chi”….

Una scarpa è per sempre! Allora…. riusala

Che fare di un paio di scarpe quando non servono più?

Insomma: siamo consumatori attenti e cerchiamo di evitare gli sprechi quindi acquistiamo scarpe solo quando ci servono.

Ovviamente le cerchiamo comode e sane, pratiche e belle ma non alla moda così non dobbiamo eliminarle quando la moda finisce.

E poi le vogliamo fatte in materiale ecologico perchè la loro produzione sia la meno dannosa sull’ambiente e sulla nostra pelle. Se ne troviamo preferiamo anche materiale non di origine animale.

Dopo di che iniziamo ad indossarle e, tralasciando tutto quello che succede nel frattempo, arrivo al fatidico momento in cui decidiamo di separarci da loro.

I motivi per cui prendiamo questa decisione sono vari: non mi vanno più bene, stanno larghe o strette, ne ho acquistate o me ne hanno regalate altre e queste non le uso più, non mi piacciono più, sono distrutte, le ho portate tantissimo e altro ancora…

A questo punto, le possibilità di “farle camminare ancora” sono: se in ottimo stato le regalo a parenti o amici, oppure cerco di venderle, per ultimo le offro perchè siano vendute per iniziative solidali. Se invece sono consumate e sformate le uso per fare giardinaggio o per passeggiare in campagna.

E quando sono ormai inutilizzabili, chi ha nei pressi della sua abitazione un cassonetto apposito, può lasciarle per la raccolta differenziata di scarpe (si recuperano le suole e il cuoio per macinarli e fare materiali nuovi).

Ma c’è un altra soluzione: quella del riuso creativo, cioè dell’uso delle calzature per realizzare complementi d’arredo, hobbistica e opere d’arte.

Ce lo spiega molto bene questo bell’articolo dal blog di Marraiafura con tante foto e idee.

 

 

 

 

 

 

Conta più la scarpa del curriculum….

Tutti noi abbiamo dei parametri  attraverso i quali cerchiamo di capire le persone che incontriamo.

A me capita di farlo anche attraverso le scarpe indossate e, considerato che mi occupo di calzature per lavoro, viene logico pensare  che si tratti di una deformazione professionale.

A pensarci bene, però, è una cosa che mi è sempre venuto spontaneo fare…

E a voi non è mai successo?

Nel video è dimostrato che c’è anche chi, nei colloqui di lavoro,  si fida più delle calzature che delle precedenti esperienze lavorative… :-)

 

Le pelli di Altrescarpe n.3: pelle conciata “al vegetale”

SEGUE

Utilizzare estratti vegetali anziché i derivati del cromo è l’alternativa con minor impatto ambientale per una delle lavorazioni molto diffusa e dannosa per il nostro pianeta che è la concia chimica della pelle animale.

 

Conseguenza immediata è il minor impatto sulla salute delle persone che utilizzeranno i manufatti realizzati con queste pelli.

Difatti, se non sono stati usati metalli pesanti per la concia, non ci sarà pericolo di assorbimento di residui degli stessi attraverso la pelle (dei piedi nel caso delle scarpe).

Inoltre la pelle con concia ecologica presenta un’alta traspirabilità e a contatto il sudore del piede non crea odori fastidiosi.

E questo è sperimentabile fin dal primo momento in cui si indossa un paio di Altrescarpe Bioworld perché immediata è la sensazione di stare a contatto con un materiale “compatibile” con la pelle del nostro piede.

Si, perché la pelle conciata al vegetale presenta delle proprietà “sensoriali” inconfondibili al tatto, all’olfatto e alla vista.

La pelle di Altrescarpe Bioworld si presenta compatta e robusta, liscia e lucida sulla superficie esterna mentre all’interno è morbida e scamosciata.

Nessuna pelle è uguale all’altra: le venature, le tonalità, il colore, lo spessore e la morbidezza variano ma non è un difetto, anzi è garanzia di naturalezza e artigianalità.

L’odore del cuoio viene esaltato ed arricchito di fragranze dal profumo dei tannini vegetali, che lo rende molto gradevole.

Ma è col tempo e l’uso, che la pelle di Altrescarpe Bioworld da il meglio di sé.

Difatti, non avendo fissaggi chimici, i colori si modificano lentamente e assumono diverse tonalità, le venature nascoste emergono, il suo profumo si combina con quello del corpo.

Un paio di Altrescarpe Bioworld come ogni altro manufatto in pelle “al vegetale” invecchia, ma non si rovina; si arricchisce assumendo le tracce del nostro vissuto e si personalizza in modo unico e irriproducibile.


Questo è l’ultimo articolo di tre sulla pelle a concia vegetale utilizzata per Altrescarpe Bioworld.

Prossimamente parlerò della Lorica che è l’altro pellame utilizzato, cioè quello di origine non animale.

L’argomento pelle animale si o pelle animale no è uno di quelli che scatena sempre grandi discussioni, ne sono consapevole  e quindi vorrei chiudere con un pensiero trasversale tra i due tipi di pellame.

Una pelle vegetale, in grado di sostituire quella animale in tutte le sue caratteristiche, non esiste; le alternative, al momento,  sono di origine non naturale (industriale).

Non mi dimentico del problema della sofferenza degli animali, ma penso che chi non intende rinunciare alla pelle animale può indirizzarsi verso soluzioni meno gravi,  la pelle conciata al vegetale.