Archive for the 'materiali' Category

Venti paia di Altrescarpe al giorno: piccolo è bello e giusto?

Altrescarpe Bioworld sono ecologiche perchè non ne produco più di 20 paia al giorno…

Questo è quello che mi ha detto Jesus nel nostro incontro della prima settimana di febbraio a casa sua, in Spagna.

Non lo vedevo di persona da un anno quindi abbiamo discusso parecchio e di diversi argomenti.

Ero andato là per parlare di lavoro e fare il punto sul progetto, sopratutto in relazione della crisi economica dilagante in italia come in spagna.

Così abbiamo visto le prove dei nuovi modelli e scelto quelli che proporremo nella prossima stagione.

Io, non abbastanza soddisfatto e preso da facile entusiasmo gli ho proposto di lanciare alcuni modelli di più e una linea con una nuova forma, come fatto esattamente un anno fa con RiPneu.

Per reggere la crisi offriamo più scelta era il mio ragionamento che, in quel momento, mi sembrava logico,

A questo punto Jesus ha detto:

“La scelta fatta per i materiali di Altrescarpe Bioworld già garantisce un buon livello di ecologicità, come in ogni cosa si può fare di meglio, ovviamente. Ma anche il fatto di avere una produzione limitata e una situazione lavorativa “tradizionale” come la nostra consente di impattare meno.

Installare macchine per produrre di più, creare la struttura per realizzare altre linee comporterebbe un aumento di concentrazione produttiva che, per quanto ecocompatibile, non farebbe che aumentare l’impatto sull’ambiente.

Per questo preferisco  continuare a produrre venti paia di scarpe al giorno. E’ questo il giusto livello di sostenibilità ambientale ed economica del mio laboratorio.

Alla crisi resisteremo con la coerenza, la creatività e continuando a proporre scarpe belle, comode e che durano nel tempo, vedrai”

Voi cosa ne pensate?

 

 

Lorica, l’eco-pelle hi tech

< SEGUE

Con il termine Lorica gli antichi romani indicavano qualsiasi tipo di armatura.

Nel corso dei secoli la parola latina “lorica” ha mutato di significato e attorno al 1° secolo a.c. si usava per indicare un tipo di armatura realizzata in cuoio. Infatti l’etimologia di “loris”, nel latino arcaico, aveva significato di “cuoio”. Ma secondo, altre fonti, è stato anche il nome di una maglia in ferro indossata dai guerrieri di origine gallica (informazioni tratte da wikipedia).

Attualmente Lorica è conosciuta come il nome di una società e della sua fabbrica che è “la principale produttrice di pelle hi-tech per svariati settori: calzature da ciclismo e motociclismo, abbigliamento sportivo, contract e arredo ufficio, pelletteria e trasporti”.

Nel contempo la fabbrica Lorica è diventata un riferimento per i consumatori che non vogliono utilizzare materiali di origine animale per l’abbigliamento e oggetti di uso quotidiano, ed è questo il motivo per cui la maggior parte dei modelli di Altrescarpe Bioworld, oltre che in pelle a concia vegetale, sono realizzati anche in Lorica, sebbene molti nostri clienti la apprezzino anche per le sue caratteristiche più “tecniche”.

Ma andiamo per ordine. L’idea di creare una pelle artificiale è nato una ventina di anni fa all’interno di una importante conceria italiana con l’obiettivo di realizzare un materiale man-made a cui conferire e potenziare le stesse caratteristiche di lavorabilità, resistenza e traspirabilità della pelle animale.

Da questo si è sviluppata una ricerca scientifica e tecnologica che ha portato alla messa a punto di un processo produttivo simile a quello conciario (poi brevettato da Lorica che quindi è l’unica Azienda a poterla produrre)  che si basa sulla lavorazione di microfibre non tessute che si trasformano in un materiale molto simile a quello naturale.

Questa la presentazione da parte di Lorica stessa: “Cosa è Lorica? Lorica si presenta, allo stato grezzo, in fogli dall’aspetto molto elastico e con una soffiatura evidente: sin dalla prima analisi della sezione di Lorica al microscopio si può vedere la grande similitudine con la pelle, sebbene si tratti di un prodotto totalmente di sintesi. Si è così pensato di affiancare la tecnologia dei polimeri alla tecnologia conciaria. Si è intervenuto sul Lorica grezzo, composto da poliuretano e microfibra di poliammide, molto adatto a subire la profonda trasformazione necessaria a renderlo “vera pelle hi-tech” Lorica è stata studiata non solo per soddisfare le richieste più svariate ed esigenti del mercato attuale, ma anche per rispondere al principio della salvaguardia ambientale. I prodotti utilizzati nelle varie fasi di lavorazione di Lorica, infatti, non sono né tossici né nocivi sia per l’uomo sia per l’ambiente. Lorica è un materiale innovativo, testato a livello biomedico con ottimi risultati: le analisi effettuate in centri specializzati confermano che Lorica è un prodotto anallergico, non sensibilizzante e non irritante”.

Tutte le informazioni su Lorica che ho riportato in questo articolo le potete ritrovare sul sito ufficiale dell’azienda, su cui ho trovato anche gli ingrandimenti che potete vedere cliccando qui sotto.

Ingrandimenti della sezione di Lorica

Ingrandimenti a confronto di Lorica, pelle animale, sintetici       

                                                                                                                                                                                                                                                      SEGUE>

 

 

 

Pelle vegetale, ecopelle e confusione varia

Molto spesso mi sento chiedere: Altrescarpe Bioworld sono fatte in pelle vegetale? Oppure: sono in ecopelle?

Le nostre calzature sono prodotte in due varianti: pelle animale conciata al vegetale e Lorica. In questo blog ho pubblicato tre articoli (clicca QUI) in cui parlo della pelle animale.

Faccio una divagazione prima di parlare della Lorica.

Fino a poco tempo fa a quelle domande rispondevo: Si è pelle al vegetale, intendendo pelle animale conciata al vegetale perchè pensavo ad un abbreviazione o di non avere sentito la preposizione tra le due parole.

Oppure: si è pelle ecologica, che è una delle definizioni della concia al vegetale, essendo questa fatta con estratti vegetali anzichè col cromo, e quindi meno impattante sull’ambiente.

Negli ultimi tempi mi sono reso conto, approfondendo meglio la richiesta di queste persone, che pelle vegetale ed ecopelle sono diventati sinonimi di pelle che non ha origine animale.

Per quanto riguarda l’ecopelle segnalo questo articolo di TuttoGreen che spiega molto bene cosa di cosa si tratta.

Parlando invece di pelle vegetale ho notato che spesso le persone pensano che certa pelle sia ottenuta da piante ed alberi (!?!?!).

Credo che ciò sia dovuto a una non conoscenza dell’argomento o disattenzione, ma anche ad informazioni approssimative, e spesso anche dolose da parte di chi vuole sfruttare le possibilità di mercato nella cerchia dei consumatori vegan e animalisti.

Io l’ho sempre spiegato e sicuramente sono brutale quando lo dico, ma NON esistono piante da scuoiare e con cui farci scarpe, giacche o borse.

Cioè le vere alternative alla pelle animale in grado di sostituirla con le stesse caratteristiche sono solo di origine industriale.

Di vegetale si possono utilizzare tessuti tipo lino, lana, canapa e cotone, ma si bagnano con la pioggia – a meno di non trattarle con sostanze impermeabilizzanti che sono dannose e annullano la traspirazione- e comunque non proteggono dal freddo. Oppure si può usare il cuero vegetal, che è un lattice spalmato su una tela di cotone,  è bellissimo e molto simile come aspetto al cuoio animale, peccato non sia per niente traspirante.

Tutto questo per dire che: non esistono soluzioni naturali per sostituire la pelle animale, ma per fare ciò si deve ricorrere a quello che normalmente viene chiamato “sintetico”.

Noi di Altrescarpe, prima di conoscere la Lorica,  abbiamo fatto parecchi tentativi per riuscire a soddisfare le esigenze delle persone vegane e animaliste, e personalmente ho provato  la differenza che esiste tra i vari materiali alternativi alla pelle.

Ad oggi posso dire con convinzione che la Lorica non solo è la soluzione tecnologica più adatta a sostituire la pelle animale, ma è anche la più salubre, traspirante e compatibile con la pelle dei nostri piedi.  SEGUE>

 

 

 

Di uso in riuso

L’esigenza di ridurre il consumo di materie prime e risorse energetiche unito a quello di ridurre i rifiuti da smaltire nelle discariche sta stimolando l’ingegno di tante persone.

Altrescarpe da il suo piccolo contributo con la “Non Rottamazione”, ma in giro ci sono iniziative molto interessanti.

Ad esempio, parlando di scarpe, in provincia di Torino si sta diffondendo un’iniziativa proposta dalla cooperativa sociale Lavoro e Solidarietà che, in poco tempo, ha coinvolto circa 200 scuole.

Il progetto, che si chiama Riscarpa, ha l’obiettivo di raccogliere le scarpe dismesse degli studenti.

Le scarpe raccolte, se sono in buono stato vengono igienizzate e vendute a prezzo simbolico in Africa e in Asia, mentre quelle più consumate vengono smontate per il recupero delle componenti (pellame, suole…)

Il video, della durata di tre minuti, è il servizio del Tg regionale piemontese che racconta questo progetto.

MI piace molto questa idea che a breve verrà allargata a tutta la provincia di Torino e poi speriamo che la contaminazione si allarghi a regione e oltre.

I pregi di Riscarpa, oltre a quelli ecologici, sono di educare i giovani al recupero e anche di creare nuovi posti di lavoro, come spiegato nel video.

Conosci altre iniziative legate al recupero e riuso di scarpe?

Fammi un regalo: mandami nome, link, foto e tutto ciò che può aiutarmi a censirne il più possibile e  io li racconterò nel miei articoli su questo blog

 

 

AAA Calzolaio cercasi

Calma calma, non è una ricerca di personale, ma una riflessione sul lavoro del calzolaio.

Tempo fa il “calzolaio” era colui che produceva le scarpe e ciò che realizzava era strettamente legato all’epoca, al territorio e all’ambito sociale in cui risiedeva ed operava.
Nel corso dei secoli la produzione delle calzature è passata dalla bottega artigianale alla fabbrichetta per poi approdare nei capannoni industriali e quindi il calzolaio da produttore si è trasformato in riparatore.

Fino a 20/30 anni fa le scarpe, che rappresentavano un discreto investimento rispetto al reddito della maggior parte delle famiglie, duravano parecchio e man mano che ne avevano bisogno, venivano aggiustate: suole, tacchi e messa in forma per adattarle ai piedi del famigliare o parente a cui venivano passate.
E questo non riguardava solo le famiglie povere, ma anche quelle più abbienti perchè la mentalità oltre ad essere naturalmente orientata al risparmio aveva anche un particolare “rispetto” verso tutto ciò che era stato prodotto ed acquistato.

Chi come me è stato bambino negli anni 60 si ricorderà sicuramente delle botteghe del calzolaio piene zeppe di scarpe da riparare, al punto che rischiavi di non trovare più le tue che avevi portato solo pochi giorni prima perchè erano state coperte da quelle di altri clienti giunti dopo di te; e si ricorderà anche della rigida distinzione fatta in famiglia tra scarpe per andare a scuola, scarpe per giocare e scarpe per il giorno di festa.

Negli ultimi anni i calzolai sono sempre meno e si ricorre sempre meno ai loro servizi. Questo succede sopratutto perchè la maggior parte delle calzature in circolazione hanno prezzi contenuti, vengono prodotte in paesi in cui la manodopera costa poco e  i materiali utilizzati sono di scarsa qualità, quindi una riparazione potrebbe costare anche quanto la scarpa stessa.

Questo ha avuto due effetti: ha modificato la mentalità del risparmio e del rispetto determinando i comportamenti consumistici tipici della nostra epoca, se la scarpa è rotta si butta direttamente nel cassonetto. Ha poi portato i pochi calzolai rimasti a specializzarsi nella produzione di scarpe artigianali e  su misura e alla riparazione e manutenzione delle stesse.

La bottega di Jesus, il produttore di Altrescarpe Bioworld, ha vissuto una trasformazione simile: dal nonno che produceva scarpe di diversa forma e stile per il vicinato, al padre che, avvalendosi della collaborazione di alcune decine di artigiani, si era specializzato nell’uso di materiali più “raffinati ” e provenienti da altre zone della Spagna per produrre modelli che furono diffusi nel mercato nazionale.

Per ultimo Jesus che invece di diventare un industriale della calzature, come hanno fatto molti altri figli di artigiani, ha preferito orientare la propria produzione verso materiali di alta qualità e modelli di “nicchia”.

Cioè verso calzature che sono sane per i piedi di chi le indossa, durano nel tempo e, se si guastano, si possono riparare.

Basta ovviamente trovare un calzolaio….

E’ estate, fa caldo e si suda.

E’ estate, fa caldo e si suda.

In realtà il nostro corpo suda sempre perchè attraverso questa funzione fondamentale elimina tossine e regola la temperatura interna. Ovviamente si suda di più se la temperatura esterna è maggiore oppure se svoIgiamo attività fisica.

I piedi, con le loro decine di migliaia di ghiandole sudoripare creano circa un quarto di litro di sudore al giorno.

Il sudore, che è composto al 99% di acqua e 1% di sali minerali, di per sè non ha ne colore ne odore però spesso diventa maleodorante e questo ci causa disagio che può arrivare, in alcuni casi, a “disturbare” i nostri rapporti sociali.

Sembra che questa trasformazione sia dovuta al fatto che la pelle del piede, contenuto e avvolto da calza e scarpa, a contatto col sudore inizi a inumidirsi. La mancanza d’aria agevola il proliferare di batteri e germi e questo crea odore, e, a lungo andare anche portare ad infezioni e vesciche.

Il primo consiglio per il problema del sudore dei piedi è quello di indossare calzature prodotte con materiali naturali e ad alta traspirazione.

 

Le Altrescarpe Bioworld corrispondono a queste caratteristiche: la pelle a concia vegetale e la Lorica per la tomaia e la soletta in microfibra traspirante permettono un buon ricambio d’aria; mentre il sughero del plantare isola perfettamente dal calore del pavimento.

Avere delle buone calzature è il primo passo, ma ci sono altri accorgimenti che possono essere utili per affrontare e ridurre il problema.

Uno stile di vita sano in generale è di grande aiuto: meno tossine assumiamo meno ne dobbiamo eliminare…quindi possiamo iniziare dall’interno preferendo alimenti sani. Possiamo anche aiutarci con integratori, oligoelementi ed estratti vegetali, meglio però chiedere consiglio ad un medico o, per lo meno, ad un naturopata o erborista qualificato.

A seguire:  camminare a piedi scalzi sul pavimento, nell’erba, nella sabbia o, se la stagione lo permette, nell’acqua.

Ad una regolare igiene quotidiana con saponi e deodoranti  che rispettino il naturale equilibrio della pelle possiamo abbinare bagni in acqua tiepida in cui aggiungere the (i tannini sono ottimi per eliminare gli odori) o aceto di mele o foglie di salvia e sali minerali e, alla fine del bagno, eliminare la pelle dura inumidita con una  pietra pomice.

E per i casi più difficili sarà necessario a sostanze dall’azione antibatterica ed antifungina (sempre meglio chiedere consiglio ad un dermatologo).

…come calzano le Altrescarpe?

Una delle domande più frequenti che ricevo  è: “come calzano le Altrescarpe  Bioworld?” oppure “come posso essere sicura/o di scegliere la mia taglia?” ….

Sebbene in 15 mesi di vita del sito, si è reso necessario sostituire pochissime volte (il 2% delle paia vendute),  devo ammettere che acquistare calzature on line presenta la difficoltà oggettiva di non poterle provare e molti consumatori, rinunciano per evitare di ordinare la taglia non adatta.

A chi mi chiede aiuto io rispondo proponendo una tecnica per la determinazione della taglia che si basa sulla seguente tabella di comparazione e che, tra quelle provate, è quella che ha garantito la maggiore precisione.

Tabella di comparazione Altrescarpe Bioworld*:  fino a cm=taglia
22,40=35  23,00=36  23,70=37  24,40=38  25,10=39  25,80=40  26,40=41  27,20=42  27,80=43  28,50=44 29,10=45  29,70=46

E’ un sistema molto semplice che consiste nel rilevare con la massima precisione la lunghezza del piede tra la punta dell’alluce e il punto estremo del tallone, perciò ti invito a seguire le seguenti indicazioni con la massima attenzione.

Prima di procedere prendi nota che: la prova va fatta indossando una calza di medio spessore; fai la prova su entrambi i piedi e compara la misura del più lungo; e se, come a volte succede, hai il secondo dito più lungo dell’alluce, fai la prova avendo quello come riferimento.

foto 1

Ti serviranno dei fogli bianchi, la custodia di un cd (o un libro rigido), una matita e un righello (foto 1), ma soprattutto avrai bisogno di una persona che ti aiuta.

Ecco come devi fare:  a) segna il punto V  sul bordo del foglio bianco in corrispondenza con la metà del lato più corto (foto 1).

foto 2

b) posiziona il foglio con il punto V aderente alla base del muro;  c) appoggia il piede sul foglio; il piede deve essere perpendicolare al muro con la punta dell’alluce appoggiata (ma non premuta) al muro stesso e in corrispondenza del punto V (foto 2);

foto 3

d) chiedi all’aiutante di posizionare la custodia del cd perpendicolarmente al pavimento e appoggiata lievemente (ma non premuta) al tallone (foto 3) e poi di segnare con la matita la linea alla base della custodia dalla parte del tallone, dopo che tu avrai tolto il piede evitando di spostare la custodia stessa (foto 4).

foto 4

e) misura la distanza tra il punto V e la linea tracciata alla base del tallone (foto 5); f) confronta la misura in cm con la tabella di comparazione.

foto 5

Concludendo: segui le istruzioni alla lettera e per essere il più preciso possibile fatti aiutare,  se hai dei dubbi non esitare a contattarmi pubblicando qui un tuo commento oppure scrivendo a info@altrescarpe.it

*ATTENZIONE: la tabella di comparazione della nuova linea Ripneu sarà pronta a breve

Le pelli di Altrescarpe n.3: pelle conciata “al vegetale”

SEGUE

Utilizzare estratti vegetali anziché i derivati del cromo è l’alternativa con minor impatto ambientale per una delle lavorazioni molto diffusa e dannosa per il nostro pianeta che è la concia chimica della pelle animale.

 

Conseguenza immediata è il minor impatto sulla salute delle persone che utilizzeranno i manufatti realizzati con queste pelli.

Difatti, se non sono stati usati metalli pesanti per la concia, non ci sarà pericolo di assorbimento di residui degli stessi attraverso la pelle (dei piedi nel caso delle scarpe).

Inoltre la pelle con concia ecologica presenta un’alta traspirabilità e a contatto il sudore del piede non crea odori fastidiosi.

E questo è sperimentabile fin dal primo momento in cui si indossa un paio di Altrescarpe Bioworld perché immediata è la sensazione di stare a contatto con un materiale “compatibile” con la pelle del nostro piede.

Si, perché la pelle conciata al vegetale presenta delle proprietà “sensoriali” inconfondibili al tatto, all’olfatto e alla vista.

La pelle di Altrescarpe Bioworld si presenta compatta e robusta, liscia e lucida sulla superficie esterna mentre all’interno è morbida e scamosciata.

Nessuna pelle è uguale all’altra: le venature, le tonalità, il colore, lo spessore e la morbidezza variano ma non è un difetto, anzi è garanzia di naturalezza e artigianalità.

L’odore del cuoio viene esaltato ed arricchito di fragranze dal profumo dei tannini vegetali, che lo rende molto gradevole.

Ma è col tempo e l’uso, che la pelle di Altrescarpe Bioworld da il meglio di sé.

Difatti, non avendo fissaggi chimici, i colori si modificano lentamente e assumono diverse tonalità, le venature nascoste emergono, il suo profumo si combina con quello del corpo.

Un paio di Altrescarpe Bioworld come ogni altro manufatto in pelle “al vegetale” invecchia, ma non si rovina; si arricchisce assumendo le tracce del nostro vissuto e si personalizza in modo unico e irriproducibile.


Questo è l’ultimo articolo di tre sulla pelle a concia vegetale utilizzata per Altrescarpe Bioworld.

Prossimamente parlerò della Lorica che è l’altro pellame utilizzato, cioè quello di origine non animale.

L’argomento pelle animale si o pelle animale no è uno di quelli che scatena sempre grandi discussioni, ne sono consapevole  e quindi vorrei chiudere con un pensiero trasversale tra i due tipi di pellame.

Una pelle vegetale, in grado di sostituire quella animale in tutte le sue caratteristiche, non esiste; le alternative, al momento,  sono di origine non naturale (industriale).

Non mi dimentico del problema della sofferenza degli animali, ma penso che chi non intende rinunciare alla pelle animale può indirizzarsi verso soluzioni meno gravi,  la pelle conciata al vegetale.

Le pelli di Altrescarpe n.2: pelle conciata “al vegetale”

SEGUE

La pelle utilizzata per produrre Altrescarpe Bioworld viene conciata al vegetale nel laboratorio artigianale di una famiglia spagnola  che, da 4 generazioni, lavora la pelle secondo un’antica tradizione che risale all’epoca medievale.

La pelle proviene da animali allevati per scopo alimentare in piccole aziende agricole rurali spagnole e macellati in Galizia.

La concia al vegetale inizia con un trattamento del pellame con acqua, zolfo e calcio per aprire il polo ed estrarre il pelo, poi un bagno con acqua ed estratti di mimosa e lossoterigio (tannini) e, per finire, acqua e coloranti.

I coloranti usati sono in parte di origine vegetale e in parte di derivazione industriale, ma esenti da metalli pesanti, secondo la normativa europea e non vengono fissati chimicamente.

Dopo di ciò ogni singola pelle viene sottoposta ad una serie di ingrassaggi a base di grassi vegetali ed olio di oliva, lavaggi in vasca e in botte, strizzature e asciugature.

Questo procedimento dura più di 30 giorni ed è in grado di conferire uniformità, morbidezza, flessibilità ed una struttura migliore di quella ottenuta con la concia al vegetale.

La pelle utilizzate per produrre Altrescarpe ha ottenuto la certificazione OKO TEX standard 100 che garantisce che è esente da metalli pesanti e da ogni sostanza dannosa per il contatto con la pelle umana.

Inoltre la maggior parte delle sostanze utilizzate durante la lavorazione delle pelli viene depurata e smaltita e dove possibile recuperata, lavorata e riutilizzata in altri settori.  SEGUE


Le pelli di Altrescarpe n.1: pelle conciata “al vegetale”

Le Altrescarpe Bioworld sono prodotte con materiali di origine naturale o a basso impatto ambientale e, nello specifico, le tomaie sono prodotte in pelle animale conciata al vegetale oppure in pelle non animale Lorica.

In questa sede mi soffermerò sulla linea in pelle animale conciata “al vegetale”.

La concia ha la funzione di interrompere la decomposizione organica della pelle per renderla adatta agli usi che conosciamo: abbigliamento, scarpe, borse, divani, interni di automobili etc…

Per ottenere ciò per secoli si è fatto ricorso all’uso di elementi forniti direttamente dalla natura ed al lento lavorio del tempo.

Nel secolo scorso, con l’avvento della chimica, gli elementi naturali sono stati sostituiti da sostanze di sintesi quali il cromo ed i suoi derivati: un metallo pesante altamente tossico e pericoloso.

Inizialmente i vantaggi apparvero enormi visto che il pellame conciato al cromo risultava più facilmente adattabile alle lavorazioni e, soprattutto, perchè costi e tempo si riducevano notevolmente rispetto a quanto necessario per la concia naturale.

Negli anni 70 si è però iniziato a fare i conti con i danni causati dalla lavorazione del cromo per la concia  e lo smaltimento dei residui. Questo ha portato, nel corso degli anni, ad una rigida normativa per tutelare l’ambiente, i lavoratori del settore e le popolazioni circostanti.

E notevole è stato l’impatto sulla salute degli utenti finali dei prodotti realizzati in pelle conciata col cromo: irritazioni alle vie respiratori e della pelle, dermatiti e allergie.

Fortunatamente nel frattempo qualcuno ha continuato a mantenere viva la tecnica artigianale della concia al vegetale e negli ultimi anni si assiste al rifiorire del settore grazie all’unione tra tradizione e nuove tecnologie. SEGUE