I rivenditori di Altrescarpe

Questo è l’elenco dei rivenditori di Altrescarpe Bioworld

EMILIA ROMAGNA

NATURALMENTE SOSTENIBILE
Borgo del Correggio 16/A PARMA Tel 0521 239257

LAZIO

DIMENSIONE NATURA
Via dei Falegnami 66A ROMA  -  Tel 0668192104

UN MONDO DI BELLEZZA
VIA VALLE STURA, 26 ROMA  -  Tel 3478196788

FLYERS
Via dei Mille, 8/10 VITERBO  -  Tel 0761220814

LIGURIA

OPANKA
Via Luccoli, 11/R GENOVA  -  Tel 0102513753

MET
Via Soliman 7,  Sestri P. GENOVA  -  Tel 010 6517070

LOMBARDIA

ASSOCIAZIONE PROGETTO GAIA
Via Copernico 41 MILANO Tel 0267075700
(solo modelli in Lorica)

G.TURCI CALZATURE
P.le Stazione Genova 3 MILANO  -  Tel 0258101658
(solo modelli in Lorica)

PIEMONTE

CASA WIWA
Via Pianezza 4 COLLEGNO (TO)  -  Tel 0114150706

SANE ABITUDINI
Via S. Croce 30 MONCALIERI (TO)  -  Tel 011643040

SICILIA

IN UN ANGOLO DI MONDO
Via Nazionale per Catania 180 CAPOMULINI ACIREALE (CT)

Tel 095 877724

MACONDO
Via N.Morello 26 PALERMO  -  Tel 091547771

TRENTINO A.A.

BIO SI PUÓ
Via Falori 104 – Nogarè PERGINE VALSUGANA (TN)  -  Tel 0461552114

VENETO

L’ALBERO
C.So S. Lorenzo 1/A PESCANTINA (VR)  -  Tel 0456703395

CONTROMANO
Vicolo Scudo di Francia , 5 / b VERONA

FILO’
Salizada Pio X- S.Marco 5164 VENEZIA  -  Tel 0415227545

Da Sarah

Ricevo da Sarah e pubblico ringraziando
Ciao Gian Battista,
come si suol dire…. meglio tardi che mai…ecco le foto delle mie Altrescarpe Caracola color cuoio.
Mi trovo tuttora molto bene e vorrei essere informata sulle promozioni attuali! Per me questo acquisto è stato una vera rivelazione, oltre ad essere comodissime, le Caracola non mi fanno sudare il piede per niente! Grazie e continua così!

Tanti cordiali saluti dalla Liguria,

Sarah C.-W.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come calzano le Altrescarpe?

Una delle domande più frequenti che ricevo  è: “come calzano le Altrescarpe  Bioworld?” oppure “come posso essere sicura/o di scegliere la mia taglia?” ….

Sebbene in 15 mesi di vita del sito, si è reso necessario sostituire pochissime volte (il 2% delle paia vendute),  devo ammettere che acquistare calzature on line presenta la difficoltà oggettiva di non poterle provare e molti consumatori, rinunciano per evitare di ordinare la taglia non adatta.

A chi mi chiede aiuto io rispondo proponendo una tecnica per la determinazione della taglia che si basa sulla seguente tabella di comparazione e che, tra quelle provate, è quella che ha garantito la maggiore precisione.

Tabella di comparazione Altrescarpe Bioworld*:  fino a cm=taglia
22,40=35  23,00=36  23,70=37  24,40=38  25,10=39  25,80=40  26,40=41  27,20=42  27,80=43  28,50=44 29,10=45  29,70=46

E’ un sistema molto semplice che consiste nel rilevare con la massima precisione la lunghezza del piede tra la punta dell’alluce e il punto estremo del tallone, perciò ti invito a seguire le seguenti indicazioni con la massima attenzione.

Prima di procedere prendi nota che: la prova va fatta indossando una calza di medio spessore; fai la prova su entrambi i piedi e compara la misura del più lungo; e se, come a volte succede, hai il secondo dito più lungo dell’alluce, fai la prova avendo quello come riferimento.

foto 1

Ti serviranno dei fogli bianchi, la custodia di un cd (o un libro rigido), una matita e un righello (foto 1), ma soprattutto avrai bisogno di una persona che ti aiuta.

Ecco come devi fare:  a) segna il punto V  sul bordo del foglio bianco in corrispondenza con la metà del lato più corto (foto 1).

foto 2

b) posiziona il foglio con il punto V aderente alla base del muro;  c) appoggia il piede sul foglio; il piede deve essere perpendicolare al muro con la punta dell’alluce appoggiata (ma non premuta) al muro stesso e in corrispondenza del punto V (foto 2);

foto 3

d) chiedi all’aiutante di posizionare la custodia del cd perpendicolarmente al pavimento e appoggiata lievemente (ma non premuta) al tallone (foto 3) e poi di segnare con la matita la linea alla base della custodia dalla parte del tallone, dopo che tu avrai tolto il piede evitando di spostare la custodia stessa (foto 4).

foto 4

e) misura la distanza tra il punto V e la linea tracciata alla base del tallone (foto 5); f) confronta la misura in cm con la tabella di comparazione.

foto 5

Concludendo: segui le istruzioni alla lettera e per essere il più preciso possibile fatti aiutare,  se hai dei dubbi non esitare a contattarmi pubblicando qui un tuo commento oppure scrivendo a info@altrescarpe.it

*ATTENZIONE: la tabella di comparazione della nuova linea Ripneu sarà pronta a breve

Da consumatore a consumAttore non natalizio

L’articolo che segue l’ho trovato sul blog Scarpe e fantasia: è la seconda volta che attingo da questo sito, che ringrazio  e con il quale mi complimento per i contenuti interessanti.

Quello che è scritto in questo articolo lo condivido interamente: questo sistema economico nella disperata ricerca di profitto rinuncia alla qualità spingendo al consumismo attraverso la forte leva del marketing e del branding. Ma io dico anche che l’abbattimento dei costi significa riduzione di diritti e di potere economico della massa lavoratrice, la stessa che, paradossalmente viene spinta al consumo impulsivo.

Inoltre l’utilizzo di materiali di qualità inferiore corrisponde ad uno sfruttamento devastante delle risorse e dell’ambiente con conseguenti danni sulla salute e sicurezza delle persone.

Riguardo alla difesa dei consumatori aggiungerei tra gli strumenti anche l’autoproduzione, gli stili di vita non consumistici, gli acquisti condivisi e in relazione con i produttori stessi.

Buona lettura

Riflessione pre-natalizia

Negli anni settanta quando si acquistava un paio di scarpe, una borsa, un’abito o semplicemente un accendino ci si trovava ad avere in mano un oggetto che era in produzione da anni.

Manufatti che erano stati pensati e creati per durare decenni conservando i loro tratti distintivi di bellezza ed attitudine all’uso quasi per sempre.

Negli anni a venire il “mondo del lusso” ha spostato il suo baricentro: dall’attenzione alla durata ed alle materie prime usate verso il “brand”: introducendo ogni giorno di più un desiderio di consumo immediato, veloce ma duraturo nei confronti dei vari marchi.

Cosi facendo le grandi aziende che detengono il monopolio in questo mercato si sono trovante nella condizione di investire cifre sempre maggiori in pubblicità per alimentare  questo desiderio di possesso.

Ogni lira (prima) ed euro (dopo) speso in comunicazione veniva tolto dal prodotto con la conseguenza finale che oggi i manufatti hanno perso  il valore delle  origini: del ben fatto e  duraturo.

In questo momento storico di crisi si nota che qualcuno sta ripensando le strategie di comunicazione: infatti si vedono nelle pubblicità  operai con camici lindi che lavorano in palazzi rinascimentali, artigiani modelli che cuciono sui tavoli da sala operatoria.

Si cerca di comunicare un ritorno al passato: nei periodi di recessione si cerca spesso di rannichiarsi nel passato per trovare un poco di sicurezza.

La caducità dei prodotti oggi serve solo a soddisfare la fame di azionisti che nei board chiedono più profitti non maggiore qualità.

L’unica difesa del consumatore oggi è nell’esperienza e nell’informazione: cercare in maniera autonoma di capire quali leve fanno muovere il mercato senza lasciarsi suggestionare da  sirene alienanti.

Un piccolo ritorno al passato, forse un grande progresso, che ognuno di noi può fare da solo negli acquisti di tutti i giorni spostando l’attenzione dal contenitore al contenuto.

Passare da consumatore a consumAttore !”

I tacchi di Altrescarpe

“Ma non sarebbe possibile avere un pò di tacco? Bastano 3/4 cm….” Questa è una delle domande che mi sento rivolgere più spesso a proposito di Altrescarpe, che il tacco non ce l’hanno.

Malgrado la grande diffusione e l’apprezzamento di moltissime persone, la mancanza di tacchi viene considerata, nel sentire comune, una caratteristica tipica di calzature “ortopediche” e simbolo di modi di vivere “alternativi” e dall’estetica semplice.

In effetti la calzatura a “tallone zero” è molto gradita tra le persone che impostano il loro stile di vita verso ciò che è naturale.
“Se siamo nati a piedi scalzi cioè col tallone allo stesso livello delle dita perchè dovremmo mettere dei tacchi?” viene spontaneo dire.

Va comunque detto, che ci sono persone che proprio non ce la fanno: stile naturale o no, senza tacco hanno problemi di postura, male alle gambe e alla schiena.

Ma questo non potrebbe essere una conseguenza? un lento e graduale adeguamento che diventa sempre più definitivo col passare delle generazioni?

Del resto il piede è una macchina complessa fatta di ossa, tendini e muscoli e, tenendolo nella scarpa, si atrofizzano flessibilità e capacità di adattamento arrivando a modificare la sua meccanica e postura, e, con esso, la distribuzione del peso del corpo e il modo di camminare.

La produzione di calzature a “tallone zero”, ha reso famosi alcuni grandi marchi internazionali che in realtà non hanno inventato nulla: basta farsi un giro in un qualsiasi museo etnografico in cui sono esposte calzature dei tempi passati, come quello in cui cui ho scattato la precedente foto col telefonino.

E noi di Altrescarpe, che grandi marchi non siamo e siamo conosciuti da una nicchia molto ristretta, proponiamo lo stesso concetto di calzatura, ma con un attenzione particolare ai materiali e alla forma del plantare con sostegno per l’arco e per le dita, accoglienza del tallone e bordino di contenimento e protezione del piede (leggi questo articolo).
E’ un pò come camminare scalzi, ma con qualche comfort in più.

Personalmente indosso Altrescarpe da parecchi anni e ci sto benissimo e il mio piede, in condizioni mi maggiore libertà e rilassatezza mi ringrazia….

Ma questo è il mio parere e non vale molto perchè non si chiede mai all’oste….

Scarpe artigianali, Jean Giono

Sul sito www.scarpe-artigianali.com ho trovato un bellissimo racconto di Jean Giono che pubblico di seguito per condividerlo con voi che seguite il blog di Altrescarpe.

Questo sito ha un blog che si chiama “scarpe e fantasia” dedicato a scarpe artigianali fatte a mano con un occhio di riguardo per la scarpa su misura. Artigianalità che spesso diventa parente stretta del lusso, come si può vedere in alcuni post che presentano marchi e aziende di quel target. Post che si alternano con articoli molto interessanti su lavorazioni delle scarpe, materiali, salute del piede e cultura artigiana in genere, cosa della quale mi complimento con loro.

E li ringrazio e anche per avermi fatto conoscere questo brano di Jean Giono.

Jean Giono è il figlio di un calzolaio ed è famoso come scrittore e pacifista.

Non credo fosse proprio così facile  essere un uomo libero che vive della propria abilità manuale a quei tempi – prima parte del secolo scorso – o forse il padre di Jean era particolarmente abile o fortunato.

Ma di certo le parole di questo brano esprimono bene quale negazione di libertà è la condizione del lavoro nei tempi attuali, ognuno costretto a ripetere ogni giorno la stessa operazione per ore e ore; ad essere l’ingranaggio di un meccanismo enorme che cambia pezzi quando si guastano o se ne trova uno più efficiente.

 

<<Mio padre era un artigiano calzolaio. Sapeva fare un paio di scarpe partendo dal rotolo di cuoio fino ad arrivare alle stringhe. [...]

Preparava da solo tutti i pezzi della scarpa e utilizzava tutti i materiali adatti a fabbricarla: cuoio, filo, pece, setole, cera, chiodi; si serviva di tutti gli attrezzi nella loro diversità.

Era l’assoluto padrone della sua vita, come un uomo degno di questo nome deve essere. Eppure vedete che mestiere umile!

Quando la città dove lavorava non gli piaceva più, se ne andava. Quando il paese dove arrivava gli piaceva, ci restava.

Voleva leggere: comperava libri. Voleva ascolate musica, la ascoltava.[...]

Se voleva mandare al diavolo il suo padrone… lo mandava al diavolo; e per farlo non aveva bisogno nè del sindacato, nè di riunirsi con diecimila operai; glielo diceva in faccia, da uomo a uomo.

Cosa doveva temere? Aveva un mestiere; era capace e sicuro di mangiare e vivere ovunque.

Dal punto di vista della cultura generale, era mille volte più colto di tutte le case della cultura.

Non lo vidi mai umiliarsi davanti a nessuno. Per tutta la vita fece quel che volle, finché arrivo la guerra.

L’artigiano calzolaio ora è diventato un operaio calzolaio. Lavora da Bata.

Sa cucire un rinforzo. Mio padre ci metteva due ore per cucire un rinforzo. L’operaio di Bata ci mette appena mezz’ora. E’ più abile di mio padre, ma sa fare soltanto questo.

Non sa fabbricare una scarpa intera. [...] Sfortunatamente per lui, nessuno al mondo ha bisogno di un rinforzo; si ha bisogno di scarpe finite.

L’operaio non può lasciare la sua sedia da Bata. Se se ne andasse, non potrebbe vivere. Non ha più un mestiere che gli dia da vivere ovunque.

E’ costretto a rimanere lì. E’ prigioniero e la sua famiglia è prigioniera. [...]

[L'artigiano] ha perduto la libertà. Il denaro lo ha assoggettato. Gli sono rimaste due cose da fare: diventare di Bata il gran padrone, e lo chiamerà successo, oppure diventare l’operaio di Bata, e lo chiamerà fallimento.

Dall’uno e dall’altro lato, avrà perduto le sue autentiche ragioni di vita.>>

Altrescarpe sono stupende ma…

“Sono stupende ma non se le possono permettere tutti… il solito discorso che chi non ha molti soldi non può essere ecologista, non può fare consumo critico, non può boicottare multinazionali, non può mettere davvero in pratica i principi che condivide. Solo questo. Per il resto credo che le vostre scarpe siano bellissime e che meritino di essere indossate. Grazie M.”

Questo è un messaggio lasciato da M. in coda al questionario su Altrescarpe e il suo sito.

Purtroppo M. non mi ha lasciato un indirizzo email per poterle rispondere direttamente quindi lo farò qui, anche perchè credo che l’argomento interessi ad altre persone e mi piacerebbe che intervenissero per ragionare insieme sulla questione.

Cara M. è innegabile: i prodotti eco-bio-equo hanno un costo superiore agli analoghi prodotti realizzati in barba ai diritti dei lavoratori coinvolti, dell’ambiente e della salute degli utilizzatori.

A volte ci sono episodi che sembrano dimostrare che si possono fare prodotti “ecologisti” a prezzi popolari, ma col tempo si scopre il trucchetto e si finisce per confermare la regola…

Ma non è degli altri che voglio parlare, ma di quel che riguarda Altrescarpe Bioworld.

Per quanto può valere detto da me, ti tranquillizzo: anche se vendiamo scarpe da oltre 100 euro nè io nè l’artigiano produttore navighiamo nell’oro, anzi, abbiamo ridotto al lumicino certi costi (di packacing, comunicazione, pubblicità) ed i ricarichi per non uscire con prezzi ancora più elevati.

Non sto ad addentrarmi su quanto influisca nella costruzione del prezzo finale avere una ditta in italia come in spagna, sopratutto se vuoi fare le cose correttamente ed eticamente.

I costi delle materie utilizzate non possiamo ridurli perchè significherebbe abbassare il livello qualitativo, anzi stiamo lottando per migliorare ulteriormente quello di suole e plantari.

Il costo della lavorazione si potrebbe abbassare, ma significherebbe trasformarlo nel lavoro a “cottimo” in cui si pressa gli operatori specializzati in pochi passaggi  per ottenere più pezzi nel minor tempo possibile. Oppure si potrebbe esternalizzare a padroncini con la bava alla bocca per i debiti dell’acquisto del macchinario o lavorare come terzisti per marchi famosi e relegare la produzione a proprio marchio ai tempi notturni o festivi.

Che è un modello d’impresa molto diffuso in italia ed in europa, ma nel laboratorio di Jesus non funziona così: si producono solo Altrescarpe Bioworld ed ogni operatore (oltre a lui 2 regolarmente assunti a tempo indeterminato) è in grado di costruire le scarpe dall’inizio alla fine ed ogni giorno realizza quello che riesce in base a parametri di tempo da “bottega da artigiano” più che da officina.

Non resta che agire sulla commercializzazione e questo riguarda me: organizzo periodicamente delle vendite di tutte le paia disponibili in quel momento in magazzino scontate del 20% per gli iscritti alla newsletter (per i quali, tra l’altro sono sempre disponibili i modelli avanzati dalla stagione precedente). E riconosco scontistiche a salire (fino al 30%) in base alla quantità ordinata per i gruppi d’acquisto solidali. Per ultimo c’è l’angolo delle occasioni che allestisco durante le fiere con sconti fino al 50% (per le paia di seconda scelta).

Lo so, lo so M., non sei ancora soddisfatta, chiedevi: come può chi non ha molti soldi fare…

Ci sono ancora due filoni di risposta, uno riguarda lo stile di vita: comprare prodotti eco e di qualità alla fine costa come comprare prodotti più scarsi. E’ classico il confronto sull’alimento bio: se ti alimenti con cibi industriali ne devi mangiare di più perchè non sei mai sazio, ingrassi e ti scompensi, ti ammali e devi pagare medici e farmaci. Alla fine c’è poca differenza.

Parlando di scarpe: una bella ti dura anni, quando si rompe la ripari; di quelle scadenti ne devi acquistare 5 in tre anni perchè si rompono, e poi ti fanno male i piedi, le gambe, la schiena, oppure ti sudano i piedi o ti viene una dermatite da contatto…

Hai tutti i tuoi motivi per non essere ancora soddisfatta, ti capisco.

E allora l’ultima risposta, che però trasformo in una domanda aperta a tutti perchè anche io sono arrabiato di questo.

La domanda è: il problema sono i prezzi dei prodotti puliti e giusti o sono la scarsa capacità d’acquisto degli stipendi riconosciuti a chi lavora, se ha un lavoro? non sarà che per potere vendere prodotti a basso prezzo questo sistema economico-politico abbatte i costi senza preoccuparsi delle conseguenze come i diritti e la qualita della vita e l’ambiente inquinato? Fino a rendere impossibile, per i consumatori più consapevoli, poter scegliere di acquistare prodotti ecologici ed equi?

Una contraddizione, un assurdo. Che ne dite?

Comunicazione sulla chiusura di fine anno

Dopo un mesetto di assenza dal blog, durante il quale ho lavorato ad un nuovo progetto che lancerò a breve, rompo il ghiacco per una comunicazione di servizio.

Come ogni anno, Altrescarpe Bioworld  sarà aperto tutto il mese di dicembre, a parte i festivi, mentre a gennaio 2012 saremo chiusi fino all’8.

Il problema è che da metà dicembre i trasporti dalla Spagna funzionano malissimo.

Ne consegue che il 14 dicembre ci sarà l’ultimo arrivo dalla Spagna; il successivo sarà attorno al 20 gennaio.

Questo per avvisare che, nelle prossime settimane, riuscirò ad evadere solo gli ordini di paia che sono già disponibili in magazzino.

E’ consigliato quindi, prima di procedere al pagamento anticipato (bonifico o Paypal) chiedere se l’articolo che vi interessa è già disponibile.

 

 

 

 

 

I rivenditori di Altrescarpe Bioworld

Questo è l’elenco dei rivenditori di Altrescarpe Bioworld

EMILIA ROMAGNA

NATURALMENTE SOSTENIBILE
Borgo del Correggio 16/A PARMA Tel 0521 239257

LAZIO

DIMENSIONE NATURA
Via dei Falegnami 66A ROMA  -  Tel 0668192104

UN MONDO DI BELLEZZA
VIA VALLE STURA, 26 ROMA  -  Tel 3478196788

FLYERS
Via dei Mille, 8/10 VITERBO  -  Tel 0761220814

LIGURIA

OPANKA
Via Luccoli, 11/R GENOVA  -  Tel 0102513753

MET
Via Soliman 7,  Sestri P. GENOVA  -  Tel 010 6517070

LOMBARDIA

ASSOCIAZIONE PROGETTO GAIA
Via Copernico 41 MILANO Tel 0267075700
(solo modelli in Lorica)

G.TURCI CALZATURE
P.le Stazione Genova 3 MILANO  -  Tel 0258101658
(solo modelli in Lorica)

PIEMONTE

CASA WIWA
Via Pianezza 4 COLLEGNO (TO)  -  Tel 0114150706

SANE ABITUDINI
Via S. Croce 30 MONCALIERI (TO)  -  Tel 011643040

SICILIA

IN UN ANGOLO DI MONDO
Via Nazionale per Catania 180 CAPOMULINI ACIREALE (CT)

Tel 095 877724

MACONDO
Via N.Morello 26 PALERMO  -  Tel 091547771

TRENTINO A.A.

BIO SI PUÓ
Via Falori 104 – Nogarè PERGINE VALSUGANA (TN)  -  Tel 0461552114

VENETO

L’ALBERO
C.So S. Lorenzo 1/A PESCANTINA (VR)  -  Tel 0456703395

CONTROMANO
Vicolo Scudo di Francia , 5 / b VERONA

FILO’
Salizada Pio X- S.Marco 5164 VENEZIA  -  Tel 0415227545

Lorica, l’eco-pelle hi tech

< SEGUE

Con il termine Lorica gli antichi romani indicavano qualsiasi tipo di armatura.

Nel corso dei secoli la parola latina “lorica” ha mutato di significato e attorno al 1° secolo a.c. si usava per indicare un tipo di armatura realizzata in cuoio. Infatti l’etimologia di “loris”, nel latino arcaico, aveva significato di “cuoio”. Ma secondo, altre fonti, è stato anche il nome di una maglia in ferro indossata dai guerrieri di origine gallica (informazioni tratte da wikipedia).

Attualmente Lorica è conosciuta come il nome di una società e della sua fabbrica che è “la principale produttrice di pelle hi-tech per svariati settori: calzature da ciclismo e motociclismo, abbigliamento sportivo, contract e arredo ufficio, pelletteria e trasporti”.

Nel contempo la fabbrica Lorica è diventata un riferimento per i consumatori che non vogliono utilizzare materiali di origine animale per l’abbigliamento e oggetti di uso quotidiano, ed è questo il motivo per cui la maggior parte dei modelli di Altrescarpe Bioworld, oltre che in pelle a concia vegetale, sono realizzati anche in Lorica, sebbene molti nostri clienti la apprezzino anche per le sue caratteristiche più “tecniche”.

Ma andiamo per ordine. L’idea di creare una pelle artificiale è nato una ventina di anni fa all’interno di una importante conceria italiana con l’obiettivo di realizzare un materiale man-made a cui conferire e potenziare le stesse caratteristiche di lavorabilità, resistenza e traspirabilità della pelle animale.

Da questo si è sviluppata una ricerca scientifica e tecnologica che ha portato alla messa a punto di un processo produttivo simile a quello conciario (poi brevettato da Lorica che quindi è l’unica Azienda a poterla produrre)  che si basa sulla lavorazione di microfibre non tessute che si trasformano in un materiale molto simile a quello naturale.

Questa la presentazione da parte di Lorica stessa: “Cosa è Lorica? Lorica si presenta, allo stato grezzo, in fogli dall’aspetto molto elastico e con una soffiatura evidente: sin dalla prima analisi della sezione di Lorica al microscopio si può vedere la grande similitudine con la pelle, sebbene si tratti di un prodotto totalmente di sintesi. Si è così pensato di affiancare la tecnologia dei polimeri alla tecnologia conciaria. Si è intervenuto sul Lorica grezzo, composto da poliuretano e microfibra di poliammide, molto adatto a subire la profonda trasformazione necessaria a renderlo “vera pelle hi-tech” Lorica è stata studiata non solo per soddisfare le richieste più svariate ed esigenti del mercato attuale, ma anche per rispondere al principio della salvaguardia ambientale. I prodotti utilizzati nelle varie fasi di lavorazione di Lorica, infatti, non sono né tossici né nocivi sia per l’uomo sia per l’ambiente. Lorica è un materiale innovativo, testato a livello biomedico con ottimi risultati: le analisi effettuate in centri specializzati confermano che Lorica è un prodotto anallergico, non sensibilizzante e non irritante”.

Tutte le informazioni su Lorica che ho riportato in questo articolo le potete ritrovare sul sito ufficiale dell’azienda, su cui ho trovato anche gli ingrandimenti che potete vedere cliccando qui sotto.

Ingrandimenti della sezione di Lorica

Ingrandimenti a confronto di Lorica, pelle animale, sintetici       

                                                                                                                                                                                                                                                      SEGUE>